Profumo di volo

domenica 30 settembre 2012



E’ una notte buia come poche quando mi metto in marcia diretto verso nord, verso un sogno che non so se mai si avvererà. 

Ho paura del buio, è una paura ancestrale, una paura che mi porto dietro dai primi anni della mia vita e che non mi ha mai abbandonato, ma poco può questa paura contro la voglia di avverare un sogno. Arriva l’alba, il buio lascia spazio ad un timido sole dapprima e poi ad uno strato di labile nebbia. Lascio l’autostrada e vago solitario attraverso la bassa padana:” ma che sono ci son venuto a fare qui? Possibile che in questa landa desolata della pianura padana possa esserci qualcosa che ha a che fare con un mio sogno? Ci credo poco!” Continuo a vagare solitario attraverso prati intorpiditi e casolari diroccati, attraverso alcuni paesi seguendo una sottile linea bianca disegnata su una logora cartina poi finalmente i primi cartelli, una zona militare, una sottile linea asfaltata che sembra congiungersi con l’infinito dei cieli e poi cancello sorvegliato da soldati con una scritta:”Cinquantesimo Stormo”. Sono arrivato!

dettaglio di uno dei tornado

C’è un anonimo muro con sopra un filo spinato, poche persone che confabulano tra di loro e un bus semi abbandonato in questo angolo sperduto della bassa padana:”possibile che sia qui quello che cerco? Non credo, ma ormai che sono qui tanto vale aspettare per vedere cosa succede…” Arriva un omone grosso, si fa chiamare Steve, è il mio contatto per questa nuova avventura: il tempo di una fugace presentazione e salgo sul bus.

Il cancello si apre, pochi passi e il bus si ferma, mi guardo intorno, di aerei nemmeno l’ombra, in più non vedo hangar o grosse installazioni:”Come siamo già arrivati? Questa uscita continua a sapermi di fregatura…” Già, ma dove sono e cosa ci sto a fare? Sono al Cinquantesimo stormo caccia di S. Damiano, provincia di Piacenza e sono qui grazie a Steve e al gruppo de ”www.ilvolo.it” per visitare la base e carpire alcuni segreti.

Mentre il comandante ci da il benvenuto e ci fa visionare un video di presentazione, succede qualcosa, un rombo assordante inizia a sovrastare la voce del narratore distogliendo la mia attenzione, poco possono le immagini dei Tornato in guerra contro il rombo delle due turbine, la voce rombante di questa bellissima macchina travolge i nostri pensieri distogliendo la nostra attenzione dal video: è il segnale che stavo aspettando, finalmente potrò vedere dei Tornado volare! Usciamo ancora inebriati dal rumore dei motori e ci dirigiamo verso alcuni hangar dove un bellissimo Tornado è in attesa di ricevere le meritate cure di uno specialista. Ci avviciniamo lentamente, l’emozione è tanta! Siamo imbambolati come dei ragazzi al primo appuntamento, c’è chi scatta foto, chi gira freneticamente intorno alla macchina osservandola nei minimi dettagli, chi incredulo cerca di capacitarsi di quello che sta vedendo. 

il mitico tornado
Ma c’è qualcosa di strano nell’aria, qualcosa che non si vede ma che ti entra nell’anima trafiggendola come una spada, qualcosa di subdolo ed estremamente pericoloso che si insinua dentro come un virus invisibile e letale: è un odore, anzi no un profumo! E’ un misto di kerosene e olio bruciato: è il profumo del volo e di un sogno che si sta avverando!

Respiro a pieni polmoni, ormai la contaminazione è avvenuta, respiro a pieni polmoni cercando di captane fino in fondo ogni singola essenza e trattenerla il più possibile dentro di me, respiro respiro e in breve sono ubriaco, ubriaco di volo! Vago intorno al velivolo come uno zombie, provo a fare qualche domanda intelligente allo specialista ma non mi riesce, sono li ma non sono li, si ma allora dove sono? 

dettagli

dettagli
dettagli
Passo alcuni minuti a scrutare minuziosamente la macchina cercando di capirne il funzionamento, finché non arriva il mio turno per vedere il posto di guida; mentre salgo lentamente la scala vedo me stesso salire velocemente sul Tornado: indosso una tuta di volo anti G e un casco con una pantera con su scritto “Mané”.

Mi siedo al posto di guida, parlo con lo specialista che mi conferma che la macchina è ok, accendo i motori: il cuore inizia a battere freneticamente mentre uno sguardo ebete mi si stampa in faccia. Faccio gli ultimi controlli, abbasso la cappotta e mi preparo a rullaggio:”Torre di controllo a Mané, autorizzato al decollo – Ricevuto!” Afferro la cloche, do manetta a tutta e in pochi secondi vengo catapultato in aria mentre con insistenza qualcuno continua a richiamare la mia attenzione da dietro: mi volto e mi ritrovo vicino ad un Tornado fermo a terra mentre un pilota continua a spiegarmi il funzionamento di questa bellissima macchina.

top gun?

“Cos’altro vuoi sapere?” - Mi chiede - Con la faccia di un ragazzo distratto quando viene beccato da un professore rispondo:”Ehmmm chi io? No, non saprei, scusa voglio solo afferrare la cloche per qualche secondo e…” Vrrrrrrooommm il mio viaggio immaginario continua sui cieli della Puglia, poi sopra il mar Mediterraneo poi ancora più a sud, sorvolando le dolci e maestose dune del Sahara…
“Va bene cosi, grazie: per questa volta ho volato abbastanza!” Non glielo dico, ma forse lui l’ha capito, ha capito che in quei pochi secondi ho spiccato il volo, forse non saprà su quali cieli ho volato ma di sicuro ha capito.... che ho volato!

Torno a terra o almeno ci provo, anche se la mia testa è ancora là: tra cieli e nuvole e deserti! Eh già, il profumo dei sogni ha effetti allucinogeni sui soggetti deboli! E’ che non c’ero preparato, non ero preparato a vivere un sogno bambino e quando mi ci son trovato la mia testa ha iniziato ad elaborare le fantasie più recondite facendomi vivere una sorta di allucinazione, che ci posso fare?

pasaggio basso
Un Tornado si appresta a tornare a terra seguito da lontano da una schiera di teleobiettivi spaziali da far invidia alla NASA. Con la promessa di vedere un decollo nel primo pomeriggio ci fiondiamo a mensa, ma quando avvertiamo il primo rombo tutti si scordano della fame ed iniziano a bramare di vedere questi bestioni decollare… Una scarsamente misurata passeggiata verso il bar e siamo a pochi metri da questi bestioni: il cuore torna a battere freneticamente!

Siamo li, teleobiettivo in mano, pronti ad fare i raggi “x” a queste bellissime macchine, a discutere del tipo di equipaggiamento installato piuttosto che della potenza delle turbine, siamo li a fare una cosa che non abbiamo mai smesso di fare da quando eravamo bambini: siamo li a sognare!

Qualche teleobiettivo
I tornado ci passano davanti salutandoci prima di recarsi sulla pista, alcuni secondi e il rombo assordante dei motori e dei postbruciatori ci scuotono l’anima facendoci vivere un turbinio di emozioni indescrivibile! “Ciao ragazzi, non finirò mai di ringraziarvi abbastanza per avermi fatto vivere un sogno…”

Grazie!

Dedicato a tutti i piloti, tecnici, ingegneri, personale di tutti i livelli, che ogni giorno dedicano anima e corpo per il prestigio e la sicurezza della nostra nazione.

Mané










0 commenti:

Posta un commento