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Tornare a Castelluccio è...

domenica 10 giugno 2012


foschia su Castelluccio
Tornare a Castelluccio è passare l'intera giornata a guardare il cielo cercando di interpretare la meteo!
Tornare a Castelluccio è stare ore a vedere tutti i sit wind e siti di meteo!
Tornare a Castelluccio è essere in un ufficio buio ma gli occhi già saturi di colori!
Tornare a Castelluccio è contattare pure quel sòla di Fernando su fb per chiedergli lassù com'è!

uno dei tanti scorci fiabeschi
 
Tornare a Castelluccio è far capire ai colleghi che il volo non è una passione ma una malattia!
Tornare a Castelluccio è impiegare mezz'ora per caricare vela, imbragatura, casco, tuta, abbigliamento vario ed accorgersi solo in piana di aver dimenticato a casa variometro e gps!
Tornare a Castelluccio è scrivere queste poche righe con le cuffie e Minù che fa le fusa appollaiata sulle mie gambe!
Tornare a Castelluccio è correre per arrivare cinque minuti prima e poi rimanere due ore ad aspettare che il vento cali!
Tornare a Castelluccio è aspettare che il vento cali e ritrovarsi di colpo con zero vento!
Tornare a Castelluccio è ritrovare vecchi e nuovi amici ed accorgersi che è come se ci fossimo visti il giorno precedente mentre è passato un anno!
Tornare a Castelluccio è tornare ad incazzarsi con il vento in piena crisi esistenziale!
Tornare a Castelluccio è godersi il solito stramegaultrastupendo panorama sulla piana!

colori
Tornare a Castelluccio è respirare a pieni polmoni i profumi di questo magnifico luogo!
Tornare a Castelluccio è incazzarsi per via di un amico parapendista che...!
Tornare a Castelluccio è stare per venti minuti abbondanti a decidere chi tra me, Lorenzo ed Ubaldo bucherà per primo!
Tornare a Castelluccio è rompere gli indugi e correre verso il cielo perché questo mi hanno insegnato e io... di questo non riesco farne a meno!

Tornare a Castelluccio è stupirsi di quanto sia bello star per aria!
Tornare a Castelluccio è osservare la mia nuova vela e sperare di fare finalmente un volo decente!
Tornare a Castelluccio è “bucare” miseramente dopo nemmeno tre minuti di volo!
Tornare a Castelluccio è puntare dritti verso il Vettoretto e finire in un sottovento (che pollo!)
Tornare a Castelluccio è atterrare poco sopra la strada che porta a Castelluccio ed aver ancora voglia di lottare ma soprattutto di volare!
Tornare a Castelluccio è convincersi che, nonostante la manichetta a vento sia ferma, 200 metri sopra ci sia vento a sufficienza per attaccare il Vettore!
Tornare a Castelluccio è accettare che l'affermazione di cui sopra sia una immane boiata, ma che tanto vale provare!
Tornare a Castelluccio è capire che “provare” significa risalire a piedi un costone ripido con la vela mezza aperta!
Tornare a Castelluccio è rendersi conto di quanto sia faticoso essere un parapendista schiappa!
Tornare a Castelluccio è vedere il sudore colare sugli occhiali e stringere i denti!
Tornare a Castelluccio è assaporare altri profumi intensi e capire che è una droga!

profumi...
Tornare a Castelluccio è sedersi sul prato al limite del collasso e capire siamo un pò fuori dalle righe (ma giuato un pò)!
Tornare a Castelluccio è accorgersi che al decollo di forca è fortissimo mentre al Vettoretto non si muove una foglia!
Tornare a Castelluccio è aspettare, aspettare, aspettare... e sperare!
Tornare a Castelluccio è, è tardi accidenti, devo portare gli amici di Maxienduromarche per fossi!
Tornare a Castelluccio è stare secondi minuti ore ad aspettare il vento “giusto” che ti porti lassù, nella dimora dei sognatori!
Tornare a Castelluccio è accorgersi che ad Eolo non gli e ne frega nulla della tua perseveranza!
Tornare a Castelluccio è sentire sui capelli il vento “giusto” peccato solo venga dalla montagna!
Tornare a Castelluccio è decollare “all'italiana” e fumarsi mezzo Vettoretto prima di staccare i piedi da terra!
Tornare a Castelluccio è atterrare e fare una strisciata per terra che manco un 747 la fa quando atterra!
Tornare a Castelluccio è rendersi conto che si è atterrati con il vento in culo!
Tornare a Castelluccio è ritrovarsi in atterraggio con i soliti irriducibili del volo!
Tornare a Castelluccio è finire la giornata di fronte ad una birra gigante!
Tornare a Castelluccio è... emozionate, stupendo, coinvolgente, surreale, un luogo che sa emozionarmi e sa farmi rilassare,

Tornare a Castelluccio è... SENTIRMI LIBERO!


Mané

Sono qua'!

sabato 24 dicembre 2011


Liberamente ispirato a “Purverera!!!!” di Smontic

“Sono qua' è inutile che fingi di non vedermi! Sono mesi che me ne sto sorniona ed infreddolita mentre tu te ne vai in giro con frullino maledetto e fingi sempre di non vedermi, brutto stronzo!”
sempre pronte a nuove avventure...

“ma... io... sai....”

“sai un cazzo, sei uno stronzo punto e basta! Dall'ultima volta che abbiamo fatto un giro insieme non mi hai nemmeno lavato, solo una fugace ingrassatura alla catena, poi il completo oblio! E dire che l'ultima volta con me ti eri divertito come un bambino, ricordi? Abbiamo fatto il solito giro fino ad Ascoli e poi giù veloci nel greto del Salinello, con Enrico che non ce la faceva a starci dietro con l'Husqvarna! Poverino gli e ne abbiamo fatta mangiare di polvere!”

“Si me lo ricordo bene, una bella giornata di moto condita dall'allegria di Enrico”

“E allora? Perché mi ai abbandonato qui sotto? Dimmelo, cosa ti o fatto di male? Ti ho sempre portato ovunque me l'hai chiesto e ti ho sempre riportato a casa nonostante i mille maltrattamenti ricevuti! Cazzo, pensavo che io e te fossimo una coppia consolidata, che ti è successo? Ah si non dirmelo, è quel maledetto coso... come si chiama... il paramotore; mi chiedo cosa ci trovi in quel coso cosi brutto e rumoroso...”

“Lascia stare, voi donne certe cose non le capirete mai, piuttosto ti va di fare un giro? Il tempo di cambiarmi e andiamo a fare due piege...”

“E me lo chiedi? Io sono sempre pronta!”

Si si, dicono tutte cosi, voglio proprio vedere quanto toccherà tribolare per accenderti!

Sabato 24 dicembre ore 12,30 c/o Martinsicurocity

Un fugace saluto alla gatta, mi infilo l'abbigliamento in goretex e sono in sella.

“Su, che aspetti? Gira la chiave che si va!”

“Un attimo, fammi spegnere le luci e tirare l'aria” mo rido se non ti accendi!

Chiave su “on” contatto, accensione a primo colpo!

“Cazzo!”

“Che ti credevi, che non avrei acceso? Il solito uomo malfidato! Tiè, accensione a primo colpo!”

“Ma io...”

“Zitto, metti la prima ce si va! Marsch!”

Raggiungo il lungomare e al primo bivio punto verso le colline. Dapprima avanzo lentamente per dar modo al motore di scaldarsi ma come vedo le prime curve.... gaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaassssss!!!!

“Senti che bel rumore? È musica questa, mica quel brrr brrrr del paramotore! Quello li un rumore del genere non lo fa manco se ci schiaffi sotto una Akrapovic! Dai accelera che a 7000 giri il soud è da orgasmo!”

Le colline teramane iniziano da qui, dalla salita che porta da Martinsicuro a Colonnella! Sono un vero paradiso per i motociclisti in cerca di qualche bella piega, peccato solo il manto stradale sia in stato di abbandono da anni! Raggiungo Colonnella e continuo ad avanzare verso Ovest. Due km e mi fermo ad ammirare la montagna dei fiori accarezzata da una gelida bora. 

La montagna dei Fiori!

Proseguo incurante del freddo che mi arriva alle ossa mentre curve e controcurve sollazzano il mio veloce cammino verso il una meta ancora ignota. Controguerra, Ancarano, S. Egidio alla Vibrata, Maltignano passano in fretta e ben presto mi ritrovo a dover decidere dove andare. Alzo lo sguardo e vedo la strada salire ripida fino a voler arrivare alla montagna dei Fiori... 

diretto verso i sogni!

“Si dai, andiamo lassù! Chissà' se c'è neve sulla strada? Magari c'è pure da divertirsi!” dico alla Transalp

“Per me va bene, però a Maltignano c'è una bellissima strada che scende fino a valle, non possiamo non farla!”

“ok, tanto oggi comandi tu!”

Primi tornanti e poi l'occhio mi cade sulla vallata lambita da un timido sole invernale :“ammettilo Mané, anche in moto queste zone meritano! Ok in volo anno un altro aspetto ma con la moto è molto più bello e rilassante....” - “si, forse, non lo so!” 


La vallata del Tronto!
 Caselle di Maltignano, Monticelli e poi via verso l'Ascoli S. giacomo!
Ascoli – S. giacomo: un tripudio di curve, curvette, mezze curve, tornanti!
La strada è umida ma riesco lo stesso a guidare molto veloce assaporando il piacere di qualche piega da urlo. La neve fa subito la sua comparsa a bordo strada ma non mollo il gas e continuo la mia veloce ascesa verso s. giacomo con il contagiri costantemente sopra i 7000 giri.

Dal motore avverto un rumore, no è un urlo”yahooooo!!!!” Anche la Transalp sta godendo!

Le Marche sono ai miei piedi, mentre la bora è arrivata e a ricoperto le vetta del monte Vettore con le sue nuvole minacciose! 

Le Marhe...
...ed il Vettore!

Devo andarmene, pochi minuti ancora e qui verta' giù il finimondo! Via veloci verso Civitella del Tronto, non prima di aver fatto i conti con qualche lastra di giaccio e con qualche curvone diversamente asciutto :-(

La strada migliora, le curve mi regalano finalmente qualche bella piega mentre la fortezza di Civitella del Tronto inizia a mostrarsi con tutta la sua imponenza.

Civitella del Tronto

Mi avvicino, le giro intorno ammirandola con gli occhi ragazzo al primo appuntamento, vorrei fermarmi ma il cielo minaccia pioggia e devo proseguire. La strada scende dolcemente verso valle, curve e tornanti si aprono al mio passaggio cullando il mio incedere fino a farmi addormentare. 

Colline Teramane
Il mio dolce sonno viene rotto dal traffico prenatalizio di S. Omero, con frotte di persone pronte a asfaltarti pur di arrivare un secondo prima al centro commerciale: che palle!

via via Mané, portami via ti prego: preferisco una tormenta di neve a questo traffico!”

tranquilla, piccola, un veloce bagnetto e siamo a casa, contenta?”

penso di meritarmelo, vai Mané, portami in capo al mondo!”


Ciao

Mané

Tappeti di Ruggine

domenica 13 novembre 2011


"Dopo 40 anni pensavo di conoscere bene le mie zone: oggi sei riuscito a farmi ricredere!"

Tappeti di Ruggine
 Fatico sempre a capire le dinamiche occulte che fanno incontrare le persone... A volte pur vivendo vicine devono percorrere migliaia di km prima di incontrarsi, a volte devono perdersi nell'infinito di un deserto per incontrarsi, altre volte più semplicemente le persone prendono strade diverse ma poi la vita con elaboratissime coincidenze che non sto qui a raccontarvi, le fa rincontrare.

Io ed FJ apparteniamo a quest'ultima categoria: le nostre strade si sono separate e riunite senza una ragione apparente e quando alcuni giorni fa ho ricevuto la telefonata da un numero sconosciuto e mi son sentito dire “buone cosce (si avete letto bene), sono FJ...” non mi son fatto troppe domande, sicuro del fatto che la vita stava ricostruendo quello che aveva distrutto...

Ora: di cosa vuoi che parlino un topologo ed un devoto alla Santa gnocca? Di f... fango! Si di fango, di cosa altrimenti? Fango, di quello più melmoso, scuro, schifoso, di quello che ti fa sentire un surrogato di cinghiale ruspante e selvaggio! Parliamo di fango e di alcuni amici che vorrebbero mangiarne a quantità' industriali...

Sabato 12 novembre, io ed FJ ci ritroviamo sulla superstrada Ascoli-mare diretti versi i monti della Laga. Obiettivo: tracciare un percorso ad anello inedito ricco di fango e di bei panorami... fosse facile! All'allegro trenino si aggregano Marty nel ruolo di zavorrina aspirante suicida e Lupo Solitario, un personaggio di cui avevo sentito a lungo parlare e che non avevo mai avuto il piacere di conoscere, nel ruolo di... non lo so. 

Lupo Solitario
 Faccio un breve briefing spiegando il percorso ed indicandone la criticità' e subito partiamo diretti verso la Laga. Affronto la prima salita, stupida ma ripida, ripida a tal punto che la ruota anteriore si solleva facendo andare la moto per fatti suoi.... Megastrizza, Marty urla dalla paura, tengo aperto il gas, la moto sembra capottare ma avanza lo stesso, pochi secondi sono fuori ma la puzza di cacca si farà sentire per tutto il giorno! La strada torna pianeggiante, un serie di dolci curve affrontate in derapata ci conducono in un bellissimo bosco dove i colori autunnali iniziano a mostrarsi in tutta la loro bellezza. Un breve tratto di asfalto mi permette di riprendere fiato ma subito arriva un nuovo sterrato e si rincomincia a correre e a giocare. Sento il “vroooommm” delle altre moto sulle mie spalle, aumento l'andatura incurante di Marty ma quando la vedo volare libera come un'aquila sopra di me dopo aver preso troppo “allegramente” un dosso, capisco che è meglio rallentare. 

La strada è un piccolo luna park: un susseguirsi di curve, discese, strappetti da fare a tutto gas, una goduria! In questi casi è davvero difficile far conciliare il piacere di guida con il piacere della vista di queste montagne! Lentamente ci infiliamo in un tetro banco di nebbia dove il freddo si fa pungente, le mani faticano a tener il manubrio e le braccia rese legnose dalla fatica sembrano arrendersi di fronte alle mille asperità' del terreno... è dura, è dura perché quando sei in coppia tutto lo sforzo lo fanno le spalle e le braccia, lo è ancor di più quando hai dietro due manici del calibro di FJ e Lupo Solitario e tu non vuoi lasciarli andare via! Nonostante questo, si respira un'aria allegra e scanzonata, nessuno si prende sul serio e nessuno si atteggia: il clima ideale per una uscita in moto!

I monti della Laga sbocciano come dei fiori in primavera di fronte ai nostri occhi, tappeti multicolori si srotolano al nostro passaggio quasi a volerci dare un'accoglienza regale, volteggianti fronde come dei candidi fiocchi di neve accarezzano i nostri caschi per poi cadere inermi a terra: è uno spettacolo sconvolgente!

Colori d'autunno
Quando avevo detto a Fj che l'avrei aiutato a tracciare un giro mi ero dato l'obiettivo di proporre un percorso quanto più inedito, tenendo i pezzi più belli ma inventando qualcosa di diverso da quanto fatto da altri... non è facile! Non è facile ancor più perché non conosco il livello dei partecipanti e non so fino a che punto poter osare... Una pausa, altro confronto con i miei amici e poi via attraverso sterrati vecchi e nuovi. Una discesa un po' ripida, Marty stringe i denti, io i freni, la moto non si scompone e per l'ennesima volta ci salva da una quasi certa caduta. Breve tappa di trasferimento poi via verso uno sterrato velocissimo. 

sbagliato strada?
Tiro fuori i miei assi nella manica: una sterrata in un bosco con tronchi di traverso, un'altra che tre anni fa un mio amico dichiarò “inutile” ma che a detta dei miei amici è molto piacevole e divertente, poi un'altra sulla cresta di una collina.... 

uno dei tratti inediti
Il cerchio lentamente si chiude, la mie braccia iniziano ad avere la consistenza del budino, il sedere la consistenza del marmo, le p... la consistenza della carne macinata, ma in due è così e non ci si può far nulla. Ultimi sterrati, ma no, c'è una deviazione da fare e allora via di nuovo un bellissimo bosco e poi giù fino alla città' delle cento torri dove il giro finalmente termina.

Tra un prosecco e l'altro se ne esce il silenzioso Lupo Solitario: “Dopo 40 anni pensavo di conoscere bene le mie zone: oggi sei riuscito a farmi ricredere!”

Solo una parola: grazie, oggi non potevo ricevere miglior complimento.

istanti di questa bellissima giornata
Ciao

Mané

Le altre foto sono qui http://www.flickr.com/photos/68731458@N08/sets/72157627995806641/

Il ritorno a Sarnano

sabato 11 aprile 2009




Quando mi hanno detto che saremmo andati a volare a Sarnano ho storto un po il naso: non mi andava di fare tutta quella strada per un volo.
In più appena arrivati il tempo si è chiuso e si è messo pure a piovere...
Per fortuna Eolo si è impietosito e ci ha regalato una discreta giornata di volo seppur un po turbolenta (per i miei standard naturalmente).
Risultato finale: 3 volo 1 top e (ahimè) una chiusura frontale senza conseguenze :-)
http://www.youtube.com/watch?v=ZJcjp0P_kW0
Ciao
Mané

Lo scoglio dell'aquila

sabato 2 agosto 2008




Non ho mai scritto su questo forum, e non ho mai scritto un report di un volo (di solito scrivo report di uscite in moto), ma quando ti capitano delle giornate come domenica scorsa a castelluccio....
Due sole parole su di me: Mi chiamo Mané sono di ascoli piceno e volo una gradient golden II.
Nonostante voli da tre anni ho ancora poca esperienza di volo, ma la passione è tanta.

Stavolta vi racconto di una battaglia iniziata un mese fa, una battaglia che non son riuscito a combattere per più di un mese a causa di condizioni avverse, una battaglia che qualcuno giudica a volte crudele ma che per me è una sorta di linfa vitale.
Era da un mese che cercavo di arrivare lassu, lassu dove una volta una coppia di aquile regnava sovrana, un luogo magico che proprio da questo nobile animale ha preso il nome: lo scoglio dell'aquila.
Arrivo a castelluccio con i miei due amici e compagni di mille avventure nei cieli del centro italia, un'occhiata veloce e capiamo subito che questa sarà una giornata che si farà ricordare...
Il vento dopo un mese di indecisioni di incomprensioni e di acquazzoni sembra essersi stabilizzato e soffia costante e tranquillo da ovest, l'ideale per arrivare lassu in cima allo scoglio dell'aquila e al vettore Durban's))
La salita a piedi al decollo del vettoretto è massacrante, i 25Kg della vela si fanno sentire sulle nostre spalle ma la voglia di volare ci fa accettare questa seppur dura, fatica.
Il mio amico Ubaldo si attarda, lo chiamo via radio e mi dice di andare che poi mi raggiungerà. "No Ubaldo, stavolta dobbiamo andarci insieme lassu" "tu intanto vai, io ti riprendo"
Roberto l'altro mio amico non ci pensa due volte, solleva la sua vela deciso, due passi ed è in volo pochi passaggi ed è già 30 metri sopra il decollo.
Vorrei aspettare Ubaldo, ma so che presto me lo vedrò sbucare da qualche parte senza accorgemene, cosi dispiego le mie ali al vento corro e in pochi metri sono in volo. La battaglia inizia subito, passaggi radenti sul costone del vettoretto per cercare la massima ascendenza, con un occhio puntato sul gps per controllare l'avanzamento (impostantissimo quando si vola qui) e uno rivolto agli altri volatori.
Roberto mette subito in chiaro le cose e ben presto sparisce diretto non so in quale landa di castelluccio, io invece continuo a fare dei passaggi fino a raggiungere quota 1800 e da li inizio il mio traversone fino a sotto lo scoglio dell'aquila. La vela inizia a ballare ed un paio di volte prova a chiudersi, ma io la controllo e proseguo anche se un po intimorito.
Il bip del variometro inizia a farsi sentire sempre più: +3 +5 +6.5 metri al secondo!!! di ascendenza Durban's))))))
Passo davanti allo scoglio dell'aquila, osservo la sua imponenza e la sua bellezza, da terra o meglio dalla strada non si riesce a percepire la magia di questa roccia. Proseguo la vetta è ancora lontana.
Arrivo a quota 2000 metri "da qui in poi si balla, ma durerà solo qualche centinaio di metri poi si stabilizzarà!" penso tra me e me.
Già, ma i miei amici? dove sono? Roberto che non ha la radio sta puntando verso il rifugio perugia e ubaldo? "ubaldo ubaldo ci sei? ubaldo ubaldo mi ricevi?" Niente tutto tace, boooo forse è ancora a terra. 2400 metri, e sono appena le sei.
Mi gusto il panorama sulla piana e su tutta la vallata del tronto.
Non ci sono parole per descrivere un simile spettacolo!
Arrivo a quota 2800m... che faccio? quasi quasi mi faccio un giro in piana. In 4 anni di volo non ho mai girato la piana, ho l'imbarazzo della scelta... ci metto poco a scegliere la mia meta: castelluccio.
Punto le mie ali e provo a fare la mia prima traversata della piana.
Avanzo a 15/20 km/h e dopo mezz'ora sono sulla verticale, l'entusiasmo è a mille!!!!!
Faccio una virata stretta sulla verticale del paese e mentre la faccio mi chiedo cosa staranno pensando giù a terra... "forse che sono un pazzo, ma magari qualcuno penserà che sono solo un sognatore che sta nel suo ambiente naturale: le nuvole!"
Dura poco, il variometro segna 2000m, se voglio rimanere in volo devo tornare al vettore.
Volto le spalle al paese e complice il vento filo ad oltre 60km/h verso il vettore. E' fatta, ce l'ho fatta, quante volte da piccolo ho visto le vele lassu in alto sopra il paese ed adesso l'ho fatto io. La vela fila veloce e in pochi minuto il mio variometro torna a farsi sentire: rincomincia la battaglia Durban's)
Sinistra destra lungo il pendio, 2000 2100 2200 poi l'occhio cade in basso e vedo Ubaldo che sta salendo a tutta birra: c'è poco da fare, ha un'altra marcia rispetto a me!!!
Lo chiamo via radio e finalmente mi risponde.
"Che quota hai? quant'è l'avanzamento?"
"2700m, 30km/h di avanzamento" rispondo io.
"E' ancora presto, andiamo a fare un giro?"
"Ok, io vorrei andare verso il Guaidone, magari la c'è qualche bella termica"
"no, io vado a castelluccio poi al fontanile, poi ci sentiamo" si congeda ubaldo.
Abbandono di nuovo la cima del vettore diretto verso una nuova sfida una nuova meta verso qualcosa che mi regali qualche emozione.
E di emozioni un luogo come castelluccio ne ha tante da regalare, basta solo saperle cogliere...
Sorvolo il campo scuola, li guado e li saluto con l'augurio di arrivare un giorno quassu. Pochi metri ancora e sono sul Guaidone, la vela continua a scendere... un'occhiata all'inghiottiotoio alla piana e a ubaldo che ha raggiunto il fontanile. Decidiamo insieme di andare verso forca di presta e da li decidere il da farsi. 270° a dx e la mia vela punta decisa verso est.
Volare con il vento alle spalle mi fa viaggiare a 60km/h tiro l'acceleratore e sfioro i 65km/h: che spettacolo!!!!
Pochi minuti e sono sopra il decollo di forca di presta, dove alcuni sono ancora a terra. Sono a quota 1800, ne ho per provare a fare un po di dinamica. Viro verso dx e punto forca canepine costeggiando il costone.
Mi gusto l'ennesimo scorcio sulla piana, poi lo sguado cade sotto di me, dove dei falchetti incuranti di me stanno andando a caccia.
Sento ubaldo e concordo con lui che c'è turbolenza e non ha senso rimanere qui. 180° a destra e dirigiamo di nuovo verso il vettore.
Passiamo di nuovo sopra il decollo di forca di presta.
Sento di nuovo ubaldo
"che facciamo? atterriamo?"
"Per me possiamo proseguire, non ho impegni stasera..."
"dove? ormai la piana l'abbiamo girata tutta"
"Proviamo a risalire sul vettore, adesso è molto più difficile. Se ci riesci puoi definirti bravo"
"ANDIAMO!!!!!!!"
Rincomincia la lotta, torniamo sul vettoretto, passaggi radendi sul pendio per cercare di sfruttare anche l'ultimo soffio di vento.
Si sale poco (1/2 metri al secondo) ma si sale Durban's))
A 1850m riparte il traversone.
Passiamo larghi per evitare il venturi della gola poi proprio sotto lo scoglio dell'aquila torniamo fare il pelo ai prati.
Voliamo vicini scherzando via radio: questo è uno di quei voli che non scorderemo mai!
Arriviamo di nuovo a quota 2400m io punto il monte prata, ubaldo invece se ne va in piana.
Mi gusto l'ennesimo panorama mozzafiato, ma avanzo poco e faccio marcia indietro. Torno di nuovo sopra lo scoglio dell'aquila, e decido di aspettare il tramonto in volo...
Vedo il sole fare capolino lontano dietro le nuvole, vedo la palla dapprima incandescende poi rossa fino a diventare arancione per poi sparire dietro le nuvole...
Mollo i comandi e lascio scivolare silenziosa la mia vela verso terra, gustandomi questo meravigioso spettacolo della natura....
Sono estasiato, la fatica il freddo la stanchezza accumulate durante queste quattro ore di vole sparicono come per magia.
Sono le 9,15 e inizia far buio: inizio a fare delle virate strette per scendere più velocemente ma la vela proprio non ne vuol sapere: evidentemente non è paga di volo e di panorami; fatico non poco a scendere.
A terra ritrovo i miei compagni di avventura, il mio ed il loro sorriso parla più di mille parole...
CHE SPETTACOLO!!!!
Ciao
Mané

Le foto le trovate qui
http://picasaweb.google.it/manetransalp/ParapendioLoScoglioDellAquila0308#

Primavera 2008

venerdì 16 maggio 2008





Potrebbe essere il titolo di un quadro, ed è cosi che ve lo voglio
raccontare: come stessi dipingendo un quadro. Come ogni pittore che si
rispetti, prima di iniziare a disegnare non avevo la benchè minima idea di
cosa avrei fatto e di che sembianze avrebbe avuto il mio incontro: ho
iniziato tracciando due righe su una cartina (la mia tela). Sembrava
bello ma... non lo sentivo mio. Dopo alcune settimane mi ritrovo a L'Aquila,
a casa di Marty: piove, ma di starsene in casa non se ne parla. Ci infiliamo
su una delle tante strade belle dell'Abruzzo, 150km passano in un attimo,
tutti belli e tutti con una storia da raccontare.
Torno a casa, cambio tela.. ehmmm volevo dire piantina, e inizio a tracciare
delle nuove righe.
E' amore a prima vista!, fin da subito sento che sarà un bel giro!
La voglia di far prendere dei colori a quella serie di scarabocchi è
tanta,ma devo ancora rifinire il tutto, cercare dei luoghi, delle sfumature,
delle emozioni, che rendano il mio quadro unico. Il lavoro dura tutto
l'inverno e finisce il un'ora dopo l'arrivo del primo partecipante.
Si un'ora dopo, perchè la neve non mi aveva permesso fino all'ultimo di
definire il tratto off, e solo il venerdi pomeriggio sono riuscito a testare
il percorso e ad aggiungercene un altro trovato per caso.
Ecco, finalmente il mio quadro è pronto: adesso ve lo vado a raccontare
:-))))

Il venerdi alla spicciolata arrivano in hotel nuovi e vecchi
amici:quest'anno lascio l'incombenza dei conti a Marty che non si fa
scappare nessuno!!! (miii questa è più severa di me!)
La sera passa allegramente con Luca che fa le prove dello spettacolo
involontario che farà la sera dopo.
La mattina vengo svegliato alle 6.30!!!! da quel ###### di Ennio, che
evidentemente soffre di insonnia.
Una colazione veloce e alle 8,45 siamo tutti in sella... miii che precisione
;-))))))
Mancano solo i romani, che non si sa dove si sono persi. Li aspetto e alle
9.15 parto.

Pieno di benzina e si parte alla scoperta dell'Abruzzo :-)))

Dopo pochi km mi accorgo che manca qualcuno: dopo nemmeno 10 km mi sono già
perso la scopa.

E' UN RECORD!!!!!

Nessuno si era mai perso dopo dieci km! Dopo una mezz'oretta abbondante
riusciamo a ricompattarci e a ripartire: "miii sono già le dieci :-( a
quest'ora dovevamo già essere sulla piana delle rocche".
Vabbè, ripartiamo e saliamo verso il castello d'Ocre, passando per il
suggestivo paese di S. Maria d. Grotte.
In prossimità del paesello la strada si stringe e il gruppo si allunga.
Proseguiamo percorrendo la strettissima strada che porta al castello. Una
sosta per ammirare l'eremo e il panorama che spazia fino al Gran Sasso
d'Italia. Ripartiamo e la strada si infila sinuosa dentro una pineta, pochi
metri e sulla sinistra compaiono i resti del castello d'Ocre.
Sarebbe necessaria una sosta per immergersi nell'atmosfera tetra di questo
castello diroccato, immaginarsi storie di cavalieri e di battaglie, di
signori e di stupende principesse, ma il tempo è tiranno e dobbiamo
proseguire :-((

Imbocchiamo la strada che ci condurrà fino a Celano, una serie infinita di
curve e rettilinei di ogni genere, capaci di appagare il polso dx più
sopraffino :-))))) Il mio contagiri schizza oltre i 5000 giri :-)))) mentre
la strada e la natura fanno a gara per avere su di se gli occhi dei
fortunati motociclisti.
Strada o panorami, strada o panorami, strada o panorami, è un bel dilemma!
Non so cosa abbiano scelto gli altri, la strada direi, visto che nessuno è
finito in un burrone: io scelgo di gustarmi a pieno questa sinuosissima
strada :-)))) Raggiungiamo il valico a 1340m, e qui i due gruppi si
dividono. Il gruppo on raggiunge Rocca di Mezzo e il gruppo off fa una
piccola deviazione in piana prima di ricongiungersi agli altri.

Il primo tratto off è una piccola sorpresa, aggiunta durante un'ultima
frettolosa ricognizione il venerdi pomeriggio, in pratica è il vecchio
tratturo L'Aquila - Foggia di cui ho parlato tempo fa. Bello facile e
veloce, lo divoriamo in un attimo. Giusto il tempo di fare due foto e ci
ricongiungiamo al resto del gruppo.
Il secondo sterrato è leggermente più impegnativo (niente di trascendentale
ma preferisco fare le cose semplici alla portata di tutti), per questo
invito chi non se la sente ad andare con il gruppo on. Il prof ci lascia e
noi ci infiliamo nella "valle incantata", cosi ho soprannominato questo
posto. Il nome rende bene l'idea del posto, una vallata racchiusa da tre
montagne dove si riesce ancora a percepire il "rumore del silenzio".
Piccola sosta due foto e si riparte. Il fondo è buono, le uniche difficoltà
sono un po di ghiaia smossa, il resto si viaggia tranquilli. La strada
lascia la piana e si infila in un bosco: sembra di essere in una galleria di
foglie verdi.
Arriviamo ad Ovindoli e lo sterrato finisce: la faccia entusiasta di Sascha
confermano la bontà di questo percorso (grazie!).

Raggiungiamo gli altri a Celano, nemmeno il tempo di un caffè che si
riparte. Devo riconoscere che spesso sono stato fiscale nel rispetto dei
tempi, però cosi facendo abbiamo visitato tutti i posti che avevo in
programma :-))) Raggiungiamo la Tiburtina e puntiamo verso Forca Caruso: i
boschi verdi e rigogliosi lasciano spazio a degli immensi prati desolati. La
strada sale dolcemente verso i 1100m del passo, le curve si fanno sempre più
larghe e veloci quasi a volerci far andar via in fretta da questo luogo. Ma
proprio qui mi fermo, per una sosta, per una pausa, per fermare il rumore
delle nostre moto ed ascoltare quello della natura e per ammirare meglio
questo posto che ha nulla da vedere anche se il mio occhio non riesce a
separarsene. Non lo so, questo luogo ha qualcosa di misterioso che mi
affascina :-)))

Risaliamo in sella, stavolta mando Ennio avanti e io aspetto gli ultimi;
dopo pochi metri Roby mi fa cenno di andare e il mio contagiri torna
costante sui 5000: goduria!!!!
Nonostante questo impiego ben 5 km per riacciuffare Ennio e Luca, che da
persone ormai navigate guidano il gruppo senza incertezze, bravi! Il
paesaggio cambia nuovamente ma non la strada, che senza lasciarci un km di
rettilineo ci conduce fino alle gole di san Venanzio. Affrontiamo le gole
sempre con un buon passo, qui non posso non ripensare alla paga che Gabriele
ha dato un mese fa ad un monster;

"Cavolo, si sente che manca Gabriele!" esclamo a Marty - insieme al conte è
la persona che più avrei voluto avere con me a questo primavera. Non parlo
su strada, dove senz'altro mi sarebbero stati utili, ma parlo dei ristorati
in hotel dopocena e in tutte quelle occasioni dove si cazzeggia: sai che
risate che ci facevamo!”

Sfrecciamo veloci dentro le gole, un nubifragio sembra abbattersi sulla
nostra strada, ma eolo in vena di clemenza lo allontana da noi :-)))
Finalmente un po di rettilinei, giusto per rilassarsi prima del pranzo.
Gli spaghetti ai gamberi di fiume scivolano velocemente negli stomaci di
motociclisti mai sazi, il pranzo che secondo le mie intenzioni doveva essere
veloce e leggero, si trasforma in un pasto semplice ma ottimo ed abbondante:
c'è chi alza bandiera bianca, c'è chi va alla ricerca dell'ultima
forchettata di spaghetti ai gamberi, chi dell'ultimo pezzo di arrosto :-))))

Il sole, esclusiva dei Primavera targati Mané, fa venir voglia di sbracarsi
sui prati multicolori che circondano il ristorante, ma l'appetito di curve e
di castelli fiabeschi, ha la meglio e alle tre e mezzo siamo di nuovo in
sella. Pochi km di rettilineo, giusto il tempo di vedere la Rocca di
Calascio che domina la vallata e si torna di nuovo in piega: una due cento,
centocinquanta... e chi le conta più :-)))) Passiamo per Ofena, paese ormai
disabitato e continuiamo per Castel del Monte: la vista torna a spaziare per
km fino a vedere il massiccio della Maiella che è proprio di fronte a noi
:-)))

Passiamo Castel del Monte e ci fermiamo per fare delle foto alla Rocca di
Calascio che è proprio di fronte a noi. Raggiungiamo la Rocca, qualcuno ne
approfitta per una visita a piedi, io mi sdraio su un prato vicino le moto.
Il venticello che soffia costante mi fa venir voglia di volare... "non so
cosa darei per avere la mia vela e librarmi silenzioso nel cielo e vedere
questi posti dall'alto..."

La stanchezza e l'arrosto si iniziano a far sentire, ma il meglio deve
ancora arrivare.
S. Stefano di Sessanio, uno dei borghi più belli d'Italia, lo attraversiamo
in moto (di camminare non se ne parla:-( ), poi iniziamo a salire sulla
piana di Campo Imperatore. Dieci km di curve circondati dal... nulla più
assoluto: solo montagne e prati a perdita d'occhio ;-)))))))))))
Raggiungiamo la piana, pochi km e giriamo a dx verso il rifugio. Mando di
nuovo avanti Ennio e mi lascio sfilare dagli altri per fare delle foto.

Il colore dei bucaneve conferisce ai prati un sfumatura di azzurro chiaro
che contrasta con il grigio scuro minaccioso delle nuvole sopra il Corno
Grande. Man a mano che si sale la neve inizia a fare la sua presenza a bordo
strada fino a trasformarsi in un muro alto oltre tre metri ;-))))))
FANTASTICO!
Ultima foto di gruppo di giornata, un'occhiata al superbo panorama e
all'hotel che è mille metri sotto di noi (peccato non ci fosse una
sterratina altrimenti un pensierino ce lo facevo...).
Io e Marty marchiamo il territorio apponendo l'adesivo del Primavera sul
cartello di Campo Imperatore e ripartiamo.

Come fatto in precedenza mando di nuovo avanti Ennio e Luca, davvero
eccezzzzzzzzzzionali, e aspetto gli ultimi ritardatari "scortandoli" fino in
hotel.
La sera dopocena, scartata l'idea di un giro a L'Aquila, ci pensa Luca ad
intrattenere i partecipanti con uno spettacolo comico improvvisato
:-)))))))))) Altro che tombole e lotterie, Luca il prossimo anno ti assumo
come cabarettista!

La mattina ci svegliamo con un cielo plumbeo, che non promette nulla di
buono.
Fulvio decide di ripartire subito per Milano, gli altri decidono di fare lo
stesso il giro.
Dopo un rabbocco di benzina facciamo un giretto dentro L'Aquila e poi
puntiamo verso il passo delle Capannelle. Temevo molto questo primo tratto,
gli incroci erano tanti, ma grazie soprattutto ad un Roby in piena forma
nessuno si è perso.

Dicevo, iniziamo a salire verso il passo delle Capannelle, il mio contagiri
torna a salire oltre i 5000 giri, vedo dietro di me un Ennio, Freddy e il
suo amico Fausto starmi a ruota... davvero dei brutti clienti per me ;-))))
Saliamo veloci su per questo passo, incuranti della stupenda pineta in cui è
immersa questa strada, e in un attimo siamo in cima. La strada si allarga e
sempre sinuosa ci conduce fino al lago di Campotosto: è davvero divertente
guidare su questa strada, l'ideale per limare anche il più remoto dei
tasselli :-)))))

Schiviamo la pioggia ma a momenti centriamo in pieno della mucche che
pascolano beatamente dietro una curva :-((((( Costeggiamo il lago diretti
verso Amatrice, prati fioriti si alternano a scorci sul lago e sui monti
della Laga. Sosta per un caffè e per un ultimo saluto: Eugenio e Angela, la
coppia di Pescara, tornano indietro, Sascha, Barbara, Lorenzo e Norby ci
saluteranno dopo Amatrice e gli altri proseguiranno fino al ristorante.
Ultima abbuffata di curve e tornanti fino ad Amatrice ma da li fino ad
Acquasanta Terme, complice la strada (finalmente) dritta... dritta, si fa
per dire, la divoriamo in un attimo. Le nuvole grigie minacciano pioggia, ma
per il secondo anno consecutivo

AL PRIMAVERA NON PIOVE!!!.

Arriviamo al ristorante, una tavola apparecchiata stile matrimonio e gente
incravattata fino al mignolo ci mette un po a disagio, ma il proprietario ci
rassicura:" sono anch'io un motociclista, sedetevi pure :-)))"
Il tempo di toglierci le nostre armature sotto lo sguardo stupito della
gente, che viene giù il diluvio: " visto, quest'anno oltre che fare un giro
col cronometro, abbiamo pure
impostato l'orario della pioggia ;-)))))))))"

Il pranzo si rivela il migliore di questo Primavera (fiuuu, pensare che
nemmeno l'avevo provato) e i 18 euri spesi li valgono alla stragrande
:-))))))))))) Arriva il momento più triste, il saluto, non prima di aver
fatto fare un'ultima stradina stretta stretta dentro un paesino del 1500.

Strette di mano, complimenti, abbracci, a chi con te ha condiviso due giorni
fantastici; "Grazie di essere venuti, grazie perchè con il vostro entusiasmo
avete dato
un senso a tutti gli sforzi fatti per organizzare questo incontro..."

Tranne alcuni casi, in questo mio racconto non ho menzionato alcuno dei
partecipanti, anche se sono loro i protagonisti di questo giro.
Avrei voluto citarvi Mario, parlarvi del suo coraggio e della sua tenacità.
Lo scorso anno al Primavera è caduto in malomodo ma quest'anno è stato il
primo ad iscriversi.
Avrei voluto raccontarvi di Rosita (condoglianze) e di come segue suo
marito... SEI UNICA!
Di Fabio che si è fermato diverse volte sulla piana a fotografare i fiori
(GRANDE),
del Prof e di come vive la moto e l'andare in moto (per me sei un esempio da
seguire),
di Freddy, Fausto e Lorenzo e della loro contagiosa voglia di vivere
(speriamo di rivederci presto!),
di Sasha e della sua ragazza Barbara una coppia davvero bella e allegra
(voglio i confetti!!!),
dei due romani Max e Giancarlo che ci anno intrattenuto la sera dopo cena
(MITICI!!),
di Fulvio che ha avuto persino il coraggio di dormire con Ennio e Luca
(SANTO SUBITO!!!),
di Norby che ogni anno si fa mezza Italia per venirci a trovare (prometto
che il prossimo anno il Primavera lo faccio un po più a Nord),
della coppia di Pescara Eugenio ed Angela al loro primo incontro Lissta
(potevate scegliere un incontro migliore :-)))
di Marco il primo tassellato DOCG senza tassellato (ma la maglia l'hai presa
ad honoris causa?)
di Roby e del suo spirito di abnegazione durante il giro,
del Gatto e di Nonnocharlie, che mi hanno fatto aspettare mezz'ora ma che mi
hanno ripagato con la loro simpatia e la loro allegria,
dei due pazzi del gruppo (che non seremmo io e Marty) che oltre che fare
servizio di vigili/staffette hanno intrattenuto noi la sera in hotel (grazie
mille!),
di LEI, Lei che ha dato un senso alla mia vita, LEI che si è fatta in
quattro per venire incontro alle esigenze di tutti, LEI che anche stavolta
mi ha aiutato a superare le difficoltà nei mesi che hanno preceduto
l'incontro.

Di ognuno di loro ci sarebbe da raccontare per ore, ma sarebbe comunque
riduttivo, quello che vi posso dire è che, andare in giro con quei matti
della LISSTA è tutta un'altra storia :-))))))))))

Mané

Le foto le trovate qui http://picasaweb.google.it/manetransalp/Primavera2008#