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Tornare a Castelluccio è...

domenica 10 giugno 2012


foschia su Castelluccio
Tornare a Castelluccio è passare l'intera giornata a guardare il cielo cercando di interpretare la meteo!
Tornare a Castelluccio è stare ore a vedere tutti i sit wind e siti di meteo!
Tornare a Castelluccio è essere in un ufficio buio ma gli occhi già saturi di colori!
Tornare a Castelluccio è contattare pure quel sòla di Fernando su fb per chiedergli lassù com'è!

uno dei tanti scorci fiabeschi
 
Tornare a Castelluccio è far capire ai colleghi che il volo non è una passione ma una malattia!
Tornare a Castelluccio è impiegare mezz'ora per caricare vela, imbragatura, casco, tuta, abbigliamento vario ed accorgersi solo in piana di aver dimenticato a casa variometro e gps!
Tornare a Castelluccio è scrivere queste poche righe con le cuffie e Minù che fa le fusa appollaiata sulle mie gambe!
Tornare a Castelluccio è correre per arrivare cinque minuti prima e poi rimanere due ore ad aspettare che il vento cali!
Tornare a Castelluccio è aspettare che il vento cali e ritrovarsi di colpo con zero vento!
Tornare a Castelluccio è ritrovare vecchi e nuovi amici ed accorgersi che è come se ci fossimo visti il giorno precedente mentre è passato un anno!
Tornare a Castelluccio è tornare ad incazzarsi con il vento in piena crisi esistenziale!
Tornare a Castelluccio è godersi il solito stramegaultrastupendo panorama sulla piana!

colori
Tornare a Castelluccio è respirare a pieni polmoni i profumi di questo magnifico luogo!
Tornare a Castelluccio è incazzarsi per via di un amico parapendista che...!
Tornare a Castelluccio è stare per venti minuti abbondanti a decidere chi tra me, Lorenzo ed Ubaldo bucherà per primo!
Tornare a Castelluccio è rompere gli indugi e correre verso il cielo perché questo mi hanno insegnato e io... di questo non riesco farne a meno!

Tornare a Castelluccio è stupirsi di quanto sia bello star per aria!
Tornare a Castelluccio è osservare la mia nuova vela e sperare di fare finalmente un volo decente!
Tornare a Castelluccio è “bucare” miseramente dopo nemmeno tre minuti di volo!
Tornare a Castelluccio è puntare dritti verso il Vettoretto e finire in un sottovento (che pollo!)
Tornare a Castelluccio è atterrare poco sopra la strada che porta a Castelluccio ed aver ancora voglia di lottare ma soprattutto di volare!
Tornare a Castelluccio è convincersi che, nonostante la manichetta a vento sia ferma, 200 metri sopra ci sia vento a sufficienza per attaccare il Vettore!
Tornare a Castelluccio è accettare che l'affermazione di cui sopra sia una immane boiata, ma che tanto vale provare!
Tornare a Castelluccio è capire che “provare” significa risalire a piedi un costone ripido con la vela mezza aperta!
Tornare a Castelluccio è rendersi conto di quanto sia faticoso essere un parapendista schiappa!
Tornare a Castelluccio è vedere il sudore colare sugli occhiali e stringere i denti!
Tornare a Castelluccio è assaporare altri profumi intensi e capire che è una droga!

profumi...
Tornare a Castelluccio è sedersi sul prato al limite del collasso e capire siamo un pò fuori dalle righe (ma giuato un pò)!
Tornare a Castelluccio è accorgersi che al decollo di forca è fortissimo mentre al Vettoretto non si muove una foglia!
Tornare a Castelluccio è aspettare, aspettare, aspettare... e sperare!
Tornare a Castelluccio è, è tardi accidenti, devo portare gli amici di Maxienduromarche per fossi!
Tornare a Castelluccio è stare secondi minuti ore ad aspettare il vento “giusto” che ti porti lassù, nella dimora dei sognatori!
Tornare a Castelluccio è accorgersi che ad Eolo non gli e ne frega nulla della tua perseveranza!
Tornare a Castelluccio è sentire sui capelli il vento “giusto” peccato solo venga dalla montagna!
Tornare a Castelluccio è decollare “all'italiana” e fumarsi mezzo Vettoretto prima di staccare i piedi da terra!
Tornare a Castelluccio è atterrare e fare una strisciata per terra che manco un 747 la fa quando atterra!
Tornare a Castelluccio è rendersi conto che si è atterrati con il vento in culo!
Tornare a Castelluccio è ritrovarsi in atterraggio con i soliti irriducibili del volo!
Tornare a Castelluccio è finire la giornata di fronte ad una birra gigante!
Tornare a Castelluccio è... emozionate, stupendo, coinvolgente, surreale, un luogo che sa emozionarmi e sa farmi rilassare,

Tornare a Castelluccio è... SENTIRMI LIBERO!


Mané

Sabato a Castelluccio

domenica 2 ottobre 2011



Anche ieri c'è scappato un bel voletto al fontanile... un'ora di volo un po ballerina ma ne valeva la pena!

Le altre foto sono qui: https://picasaweb.google.com/109494104851010723245/VoloCastelluccio011011#5658983192870164418
Mané

La prima volta del vettore

giovedì 22 ottobre 2009

Ho scovato questo mio racconto del primo volo sul Vettore: era il 2 luglio del 2007


Una lunga lotta durata circa due ore, una lotta tra me il vento e la natura, una lotta per cercare di raggiungere l'ennesimo sogno, quello di raggiungere in volo la cima del vettore... Uno, due, tre, metri al secondo come ascesa massima, un okkio sempre puntatto sul variometro uno alla montagna che si faceva sempre più imponente... :-))))))))))

La radio che va ko, perdo 200m di quota per cercare di sitemarla...ormai è fatta mi devo arrendere e invece no, stavolta non gli e la do vinta, mi avvicino ulteriormente alla montagna, la vela torna a salire, la cabro un pò e guadagno quel 0.5m/s di ascendenza, 1800 - 1900 - 2000m tengo duro non mollo ;-)))))))

Sotto i miei genitori e mio fratello Paolo, che mi hanno visto decollare fino a diventare sempre più piccolo e a sparire... "Emanuele? non lo vediamo più..." Il loro cannocchiale ha perlustrato palmo palmo tutto il Vettore finchè un amico li ha tranquillizzati:"è in cima al vettore o è a terra, non vi preoccupate sa bene quello che sta facendo..." La mia lotta lassu continua, +1 +1.5 m/s mi sembra di non arrivare mai. Passo sotto lo scoglio dell'aquila ma non basta devo salire di altri 2/300m almeno.... mi dirigo sul versante ovest del vettore proprio di fronte a Castelluccio, la vela non si muove... mi rilasso qualche secondo e guardo sotto:"cavolo se sono alto!" Sono emozioni che non si possono descrivere!

Sinistra destra una infinita serie di immaginari tornanti tracciati nell'aria 50 metri davanti al vettore. Altri 100 metri strappati con denti al vento... da li la vela inizia a salire da sola a +2 - 3 m/s 2300m! è fatta, riesco a passare sopra le creste e a vedere il lago di Pilato laggiù in basso: inizio a piangere di gioia! Chiamo Marty gli urlo che ce l'ho fatta! Continuo a salire e a veleggiare dolcemente sopra le picole creste del comprensorio del vettore, intravedo Roberto che era decollato 10 minuti prima di me, passiamo vicini e ci salutiamo; tiro un sospiro di sollievo, finalmente non sono più solo! Continuo a giocare con il vento e strappo altri 200m di quota. Faccio delle larghe virate a 360° e mi godo un panorama unico nel suo genere, riesco persino a scorgere in lontananza il mare ;-))))) poi vedo il mio amico andar via e puntare colletondo... vado via anch'io ma dirigo verso forca di presta...

Mi chiama Lorenzo mi chiede com'è andato il volo... "bene gli rispondo io, ho attaccato il vettore e sono arrivato in cima. adesso sono a quota 2200 e sto andando a passeggio sulla piana..." Incredulo mi riattacca. Arrivo sopra il rifugio degli alpini, guardo verso casa ma ovviamente non riesco a vederla, ma vedo i paesini vicini. Ritorno sulla piana, vedo mio fratello vicono l'atterraggio, ci svolazzo sopra per una decina di minuti facendo delle larghe virate più che altro per fargli vedere come questo sport sia sicuro se affrontato con la giusta maniera...

Disegno nel cielo delle strane figure fino ad arrivare all'atterraggio, una serie di esse per smaltire questa quota e atterro... un po lungo per la verità, ma dopo una giornata del genere un errore del genere me lo posso permettere ;-))))

IlsognatoreManè

Il ritorno allo Scoglio dell'Aquila

martedì 21 luglio 2009

Domenica 19 luglio

I muscoli mi fanno ancora male, la Purverera del giorno prima mi ha
lasciato senza fiato e con qualche ossa indolenzita...
Ma il richiamo del volo è troppo forte per restarmene dentro casa a
leccarmi le ferite, no, oggi non è una giornata per restare a terra!

Detto fatto, butto la vela e qualche indumento pesante in macchina e via
verso Castelluccio.
Anche stavolta mi ritrovo con Ubaldo, ormai divenuto sindaco di questo
sperduto paese. E' una giornata bellissima, poche nuvole, vento costante
diverse vele in aria... gli ingredienti ci son tutti per fare un bel volo!

E' la prima volta che torno a volare qui dopo l'incidente di Manu, un po
di paura ce l'ho ancora.
Mi consiglio con Ubaldo, cerco di capire quanto sono forti e frequenti
le raffiche, faccio mente locale di tutto quello che devo fare prima
durante e dopo il decollo, la paura di farsi male c'è non lo nascondo!

Ubaldo stranamente se la prende comoda, ma come gli dico che sto
aspettando lui, parte subito a missile. Lo seguo, vorrei poter dire a
ruota ma non è cosi: lui ha un paio di marce in più rispetto a me :-)

So che sotto lo scoglio dell'Aquila troverò turbolenza e la per forza di
cose perderò tempo, per questo decido di non seguirlo e di concentrarmi
sul mio volo.

Ho volato poco ultimamente, per questo sfrutto i primi metri per
riprendere confidenza con la mia attrezzatura e per trovare la giusta
posizione nell'imbrago.
Ma devo fare in fretta, la turbolenza inizia a farsi sentire da subito.
Non che ci sia chissà che cosa, ma per chi vola poco come me basta anche
un banale +3 per farmi venire la strizza. Inizio a ballare, cerco una
zona con ascendenze più lievi, ma non la trovo: ovunque si sale ballando
la samba.

Mi allontano dal pendio, niente, faccio le orecchie per scendere, niente!
Secondi che sembrano eternità, con la vela che sembra andare sulle
montagne russe...
Devo fare qualcosa, non mi sento a mio agio (me la sto facendo addosso
NDR) dove sono.
Che faccio che faccio... fanculo, mi avvicino al pendio, voglio proprio
vedere se la è cosi stronzo il vento!

La vela smette di ballare, l'ascendenza aumenta ma diventa più lineare
ed io inizio finalmente a respirare.

Supero quota 2000m, raggiungo gli altri volatori e mi metto a far foto.
Potrei starmene appollaiato quassù, a 2400 metri di quota, ma non è
nella mia indole.

Sono un viaggiatore, uno di quelli sempre in movimento, uno di quelli
che Beaudlaire descriveva nella poesia "il Viaggio"

"...ma i veri viaggiatori sono soltanto quelli che partono per partire;
cuori leggeri, simili agli aerostati, essi non si separano mai dalla
loro fatalità, e senza sapere perché, dicono sempre "Andiamo"! I loro
desideri hanno le forme delle nuvole."

Ecco, questo sono io, nel volo come nella vita comune.
Frega nulla del dove, per me l'importante è andare, partire, scoprire!

Sono un po basso per giocarmi Castelluccio, oltretutto la fioritura è
già finita, ma non mi importa: DEVO PARTIRE!!!!!!
Attraverso lentamente la piana, ed inesorabilmente perdo quota.
Arrivo poco prima di Castelluccio a 1800m, sono troppo basso per provare
ad arrivare sopra il paese... DIETROFRONT!
Col vento in culo viaggio a 55/60km/h la vela trema, un po come faceva
la vecchia 500 di mio fratello quando nei discesoni toccavamo i 135km/h
:-)))

Arrivo basso sul vettore, 1600/1550 metri, pochi per sperare di
recuperare la giornata, ma sono fiducioso: il sole è ancora alto e
qualche termica c'è senz'altro.

La vela ha un sussulto, poi di colpo il vario torna ad emettere quel
"bip bip" che per noi volatori è come una sorta di battito cardiaco: se
è costante e lineare è sintomo di buona salute ovvero di una salita
dolce e lineare, se troppo forte è sintomo di grandi ascendenze si ma
con il rischio di pericolose chiusure (tachicardia?), se troppo debole è
sintomo dell'avvicinarsi della fine del volo...

Il bip bip del vario come il battito del cuore: dite che è ho esagerato?

Ma questi paragoni lassù non hai nemmeno il tempo di pensarli, quando
sei in termica sei concentrato sul volo, su dove salire, su come fare a
tenere aperta la vela ed, in qualche caso, su dove fare la pupu :-PPPPP

La mia risalita al Vettore procede lenta e costante, supero un breve
tratto di turbolenza e torno a fare il pelo ai prati. Pochi passaggi
ancora e sono di nuovo lassù, tra cielo e nuvole.

Per un po metto da parte le mie velleità zingaro-volatorie e mi metto ad
osservare il panorama.
Oggi, a differenza di altre volte, il Gran Sasso d'Italia si vede
davvero bene.
Rocce di un rosa pallido spuntano tra una nuvola e l'altra, contrastando
con il verde acceso dei prati dei monti della Laga.
Più a sinistra la montagna dei Fiori, circondata da delle labili strisce
azzurrastre che altro non sono che il mar Adriatico.
Più a nord fa bella mostra di se il monte Ascensione e ancora più
lontano il monte Conero che sbuca come un miraggio dalla foschia...
Ah, non mi abituerò mai a simili spettacoli :-))))

Ma il mio sguardo cade più vicino, poco a destra della cima del Vettore:
casa mia.
Il monte Ceresa preclude alla mia vista la casa dei miei, ma so
esattamente che è li sotto a pochi km da dove mi trovo.
La tentazione di partire ed andare a casa è forte, molto forte. Vorrei,
mi avvicino al versante est ma so che non posso spingermi più di tanto,
il vento in queste zone non perdona, ed io che l'ho sperimentato di
persona, lo so bene...

Ce la farò un giorno ad arrivarci? Chi lo sa.
Certo sarebbe bello...
spuntare da dietro la Croce, il picco che domina il mio paese...
passare alto sopra casa, e poi iniziare una serie di 360 larghi larghi
per perdere quota e godermi il panorama...
eh si, sarebbe proprio bello...

Il mio volo continua, faccio un passaggio davanti allo scoglio
dell'Aquila, mi allontano quel tanto per perdere quota e poi mi
riavvicino per godere da vicino della maestosità di questa roccia.
Passo oltre e torno a salire.
Sono di nuovo a 2400m quando Ubaldo, diavolo tentatore, si fa
vivo:"Andiamo al Guaidone?" - "perché no? ANDIAMO!!!!!"

So che allontanarsi in questo momento significa rinunciare a vedere il
tramonto dalla cima del Vettore, ma oggi non m'importa. Punto la vela
verso sud e la lascio scivolare dolcemente lasciando i comandi. Ubaldo è
in posizione favorevole per delle bellissime foto al tramonto e ne
approfitto.
Mentre i miei occhi si perdono nelle mille sfumature della piana, mi
sento un po come quando il giorno prima son sceso dalla terrazza di
Orfeo dopo aver lottato per oltre 200 km: rilassato e appagato :-)))

Ma Ubaldo è un volatore insaziabile, dopo poco vira deciso verso est e
punta verso Forca.
Vuoi che lo lascio andar da solo? Certo che no :-)))
Via, rincomincia l'avventura, una nuova sfida, un'altra guerra da
combattere :-)))

Ubaldo passa largo in piana, mentre io tiro dritto verso il decollo.
C'è vento, ma non so quanto durerà.
Arriviamo quasi a Forca Canepine, ma mi rendo conto che il vento sta
calando e torno verso il Vettore. Passo sopra dei falchi che si stanno
azzuffando in volo, per qualche istante ho paura di essere coinvolto, ma
non considerano proprio :-)))
Arrivo al pelo al decollo di Forca, recupero qualche metro, ma c'è un
aliante radiocomandato che non mi fa star tranquillo.

Non ha senso rischiare, ho già fatto abbastanza per oggi, via veloce
all'atterraggio del vettoretto dove la mia vela si appoggia dolcemente
al suolo con la grazia di una farfalla :-)))))))

Ciao

Manè

Le foto del volo sono qui
http://picasaweb.google.it/manetransalp1/ParapendioVoloCastelluccio19072009#

Lo scoglio dell'aquila

sabato 2 agosto 2008




Non ho mai scritto su questo forum, e non ho mai scritto un report di un volo (di solito scrivo report di uscite in moto), ma quando ti capitano delle giornate come domenica scorsa a castelluccio....
Due sole parole su di me: Mi chiamo Mané sono di ascoli piceno e volo una gradient golden II.
Nonostante voli da tre anni ho ancora poca esperienza di volo, ma la passione è tanta.

Stavolta vi racconto di una battaglia iniziata un mese fa, una battaglia che non son riuscito a combattere per più di un mese a causa di condizioni avverse, una battaglia che qualcuno giudica a volte crudele ma che per me è una sorta di linfa vitale.
Era da un mese che cercavo di arrivare lassu, lassu dove una volta una coppia di aquile regnava sovrana, un luogo magico che proprio da questo nobile animale ha preso il nome: lo scoglio dell'aquila.
Arrivo a castelluccio con i miei due amici e compagni di mille avventure nei cieli del centro italia, un'occhiata veloce e capiamo subito che questa sarà una giornata che si farà ricordare...
Il vento dopo un mese di indecisioni di incomprensioni e di acquazzoni sembra essersi stabilizzato e soffia costante e tranquillo da ovest, l'ideale per arrivare lassu in cima allo scoglio dell'aquila e al vettore Durban's))
La salita a piedi al decollo del vettoretto è massacrante, i 25Kg della vela si fanno sentire sulle nostre spalle ma la voglia di volare ci fa accettare questa seppur dura, fatica.
Il mio amico Ubaldo si attarda, lo chiamo via radio e mi dice di andare che poi mi raggiungerà. "No Ubaldo, stavolta dobbiamo andarci insieme lassu" "tu intanto vai, io ti riprendo"
Roberto l'altro mio amico non ci pensa due volte, solleva la sua vela deciso, due passi ed è in volo pochi passaggi ed è già 30 metri sopra il decollo.
Vorrei aspettare Ubaldo, ma so che presto me lo vedrò sbucare da qualche parte senza accorgemene, cosi dispiego le mie ali al vento corro e in pochi metri sono in volo. La battaglia inizia subito, passaggi radenti sul costone del vettoretto per cercare la massima ascendenza, con un occhio puntato sul gps per controllare l'avanzamento (impostantissimo quando si vola qui) e uno rivolto agli altri volatori.
Roberto mette subito in chiaro le cose e ben presto sparisce diretto non so in quale landa di castelluccio, io invece continuo a fare dei passaggi fino a raggiungere quota 1800 e da li inizio il mio traversone fino a sotto lo scoglio dell'aquila. La vela inizia a ballare ed un paio di volte prova a chiudersi, ma io la controllo e proseguo anche se un po intimorito.
Il bip del variometro inizia a farsi sentire sempre più: +3 +5 +6.5 metri al secondo!!! di ascendenza Durban's))))))
Passo davanti allo scoglio dell'aquila, osservo la sua imponenza e la sua bellezza, da terra o meglio dalla strada non si riesce a percepire la magia di questa roccia. Proseguo la vetta è ancora lontana.
Arrivo a quota 2000 metri "da qui in poi si balla, ma durerà solo qualche centinaio di metri poi si stabilizzarà!" penso tra me e me.
Già, ma i miei amici? dove sono? Roberto che non ha la radio sta puntando verso il rifugio perugia e ubaldo? "ubaldo ubaldo ci sei? ubaldo ubaldo mi ricevi?" Niente tutto tace, boooo forse è ancora a terra. 2400 metri, e sono appena le sei.
Mi gusto il panorama sulla piana e su tutta la vallata del tronto.
Non ci sono parole per descrivere un simile spettacolo!
Arrivo a quota 2800m... che faccio? quasi quasi mi faccio un giro in piana. In 4 anni di volo non ho mai girato la piana, ho l'imbarazzo della scelta... ci metto poco a scegliere la mia meta: castelluccio.
Punto le mie ali e provo a fare la mia prima traversata della piana.
Avanzo a 15/20 km/h e dopo mezz'ora sono sulla verticale, l'entusiasmo è a mille!!!!!
Faccio una virata stretta sulla verticale del paese e mentre la faccio mi chiedo cosa staranno pensando giù a terra... "forse che sono un pazzo, ma magari qualcuno penserà che sono solo un sognatore che sta nel suo ambiente naturale: le nuvole!"
Dura poco, il variometro segna 2000m, se voglio rimanere in volo devo tornare al vettore.
Volto le spalle al paese e complice il vento filo ad oltre 60km/h verso il vettore. E' fatta, ce l'ho fatta, quante volte da piccolo ho visto le vele lassu in alto sopra il paese ed adesso l'ho fatto io. La vela fila veloce e in pochi minuto il mio variometro torna a farsi sentire: rincomincia la battaglia Durban's)
Sinistra destra lungo il pendio, 2000 2100 2200 poi l'occhio cade in basso e vedo Ubaldo che sta salendo a tutta birra: c'è poco da fare, ha un'altra marcia rispetto a me!!!
Lo chiamo via radio e finalmente mi risponde.
"Che quota hai? quant'è l'avanzamento?"
"2700m, 30km/h di avanzamento" rispondo io.
"E' ancora presto, andiamo a fare un giro?"
"Ok, io vorrei andare verso il Guaidone, magari la c'è qualche bella termica"
"no, io vado a castelluccio poi al fontanile, poi ci sentiamo" si congeda ubaldo.
Abbandono di nuovo la cima del vettore diretto verso una nuova sfida una nuova meta verso qualcosa che mi regali qualche emozione.
E di emozioni un luogo come castelluccio ne ha tante da regalare, basta solo saperle cogliere...
Sorvolo il campo scuola, li guado e li saluto con l'augurio di arrivare un giorno quassu. Pochi metri ancora e sono sul Guaidone, la vela continua a scendere... un'occhiata all'inghiottiotoio alla piana e a ubaldo che ha raggiunto il fontanile. Decidiamo insieme di andare verso forca di presta e da li decidere il da farsi. 270° a dx e la mia vela punta decisa verso est.
Volare con il vento alle spalle mi fa viaggiare a 60km/h tiro l'acceleratore e sfioro i 65km/h: che spettacolo!!!!
Pochi minuti e sono sopra il decollo di forca di presta, dove alcuni sono ancora a terra. Sono a quota 1800, ne ho per provare a fare un po di dinamica. Viro verso dx e punto forca canepine costeggiando il costone.
Mi gusto l'ennesimo scorcio sulla piana, poi lo sguado cade sotto di me, dove dei falchetti incuranti di me stanno andando a caccia.
Sento ubaldo e concordo con lui che c'è turbolenza e non ha senso rimanere qui. 180° a destra e dirigiamo di nuovo verso il vettore.
Passiamo di nuovo sopra il decollo di forca di presta.
Sento di nuovo ubaldo
"che facciamo? atterriamo?"
"Per me possiamo proseguire, non ho impegni stasera..."
"dove? ormai la piana l'abbiamo girata tutta"
"Proviamo a risalire sul vettore, adesso è molto più difficile. Se ci riesci puoi definirti bravo"
"ANDIAMO!!!!!!!"
Rincomincia la lotta, torniamo sul vettoretto, passaggi radendi sul pendio per cercare di sfruttare anche l'ultimo soffio di vento.
Si sale poco (1/2 metri al secondo) ma si sale Durban's))
A 1850m riparte il traversone.
Passiamo larghi per evitare il venturi della gola poi proprio sotto lo scoglio dell'aquila torniamo fare il pelo ai prati.
Voliamo vicini scherzando via radio: questo è uno di quei voli che non scorderemo mai!
Arriviamo di nuovo a quota 2400m io punto il monte prata, ubaldo invece se ne va in piana.
Mi gusto l'ennesimo panorama mozzafiato, ma avanzo poco e faccio marcia indietro. Torno di nuovo sopra lo scoglio dell'aquila, e decido di aspettare il tramonto in volo...
Vedo il sole fare capolino lontano dietro le nuvole, vedo la palla dapprima incandescende poi rossa fino a diventare arancione per poi sparire dietro le nuvole...
Mollo i comandi e lascio scivolare silenziosa la mia vela verso terra, gustandomi questo meravigioso spettacolo della natura....
Sono estasiato, la fatica il freddo la stanchezza accumulate durante queste quattro ore di vole sparicono come per magia.
Sono le 9,15 e inizia far buio: inizio a fare delle virate strette per scendere più velocemente ma la vela proprio non ne vuol sapere: evidentemente non è paga di volo e di panorami; fatico non poco a scendere.
A terra ritrovo i miei compagni di avventura, il mio ed il loro sorriso parla più di mille parole...
CHE SPETTACOLO!!!!
Ciao
Mané

Le foto le trovate qui
http://picasaweb.google.it/manetransalp/ParapendioLoScoglioDellAquila0308#