Il mare d'inverno

domenica 12 febbraio 2012




"Il mare d'inverno
è un concetto che il pensiero non considera.
E' poco moderno,
è qualcosa che nessuno mai desidera..."

Il mare d'inverno è desolatamente affascinante con la sua spiaggia deserta, gli chalet abbandonati alla furia del mare e i giocattoli sepolti dalle mareggiate che spuntano dalla sabbia. Il mare d'inverno è un cane abbandonato, selvaggio, triste, randagio, rassegnato alla sua vita d'oblio! Ma com'è il mare d'inverno ricoperto dalla neve? E' senz'altro affascinante, meno triste ma comunque randagio, inaspettato nei suoi colori tenui, estroverso con le sue piante dalle forme molto fantasiose per via della neve, allegro per via dei tanti bambini che vi si recano a giocare, cattivo e forte per via delle mareggiate che imperversano sulla spiaggia! Il mare d'inverno è...

Sabato 11 febbraio ore 12.45 Martinsicuro. Sono tre giorni che sogno di volare ma per varie ragioni non mi è stato possibile...ma oggi no, oggi voglio e devo esserci. Mi vesto stile "spedizione artica" e mi reco al mio decollo di riserva, proprio davanti al Simpaty hotel. 

Una gelida brezza da nord spazza la poca neve rimasta a terra mentre ad est giganti cavalloni fagocitano fragili scogli che strenuamente difendono l'esile spiaggia dall'erosione; osservo speranzoso la manica a vento e per qualche secondo le parlo: "non farmi brutti scherzi oggi, ci tengo a fare un bel volo! Voglio godermi questo spettacolo per cui fai la brava ed avvisami se il vento cambia, ok?" La manica a vento mi osserva perplessa o forse sono solo in preda a delle visioni.

"...se il vento cambia avvisami ok?"

Un'ultimo controllo a cosciali, motore e vela e inizio a correre verso il vento!
E' una corsa faticosa quella di oggi, i 4 strati di abbigliamento ostacolano il mio incedere rendendo goffa e lenta la mia corsa mentre il vento gelido sembra voglia impedire alla vela di staccarsi da terra!
Per un istante sono tentato di fermarmi ma quando arriva la poderosa spinta del mio paramotore non ce n'è più per nessuno e in pochi secondi mi ritrovo scataventato in aria! :-)

Salgo a quota di sicurezza e viro verso sud mentre dal mare il riverbero del sole inizia a solleticarmi piacevolmente. E' una Martinsicuro nuova quella che si presenta ai miei occhi, il bianco della neve attenua alcune schifezze di questo paese e ne esalta la bellezza della (poca) spiaggia. Un piccolo bosco a latere del biotopo, con suoi colori grigi, richiama la mia attenzione per la sua bellezza e il suo ghiacciaio improvvisato.

steppa siberiana?

Visto dall'alto è davvero suggestivo, peccato che tutti in questo maledetto paese abbiano occhi solo per il biotopo e si siano dimenticati questo angolo di steppa siberiana: peccato, poteva essere un logo dove far giocare i bambini in estate e un vero rifugio alla sparuta fauna locale d'inverno!         
Il mare d'inverno sara' pure affascinante ma i miei occhi sono sempre rivolti lassù, al picco più alto della zona, a Colonnella, che si staglia candida e solitaria sulla sommita' della collina: devo andarci!

Colonnella


Sorvolo la zona industriale di Martinsicuro ed in breve sono ai piedi della collina, ma nell'aria c'è qualcosa che non va, forse a causa del vento da nord la vela si muove pericolosamente, provo ad allontanarmi e a far quota ma la situazione non cambia, devo rinunciare..accidenti accidenti accidenti!       
Purtroppo nella vita, come nel volo, arriva il momento in cui ci si deve saper accontentare, e questo (accidenti) è uno di quelli (accidenti)! 

Il broncio mi passa alla vista di un treno sotto di me: lo vedo filar via diretto verso sud e per un attimo mi ritrovo catapultato su un sedile lato finestrino a veder scorrere l'Italia innevata con il "tu tun" degli scambi come sottofondo e le mille storie dei viaggiatori servite in una cabina da sei posti forse nemmeno riscaldata.  Mi mancano le storie dei viaggiatori dei treni, le mille amicizie che durano il tempo di tre, forse cinque fermate, la cordialita' di alcuni passeggeri e l'arroganza di altri, la puzza di piedi dei treni notte e quella di libri dei treni degli studenti, gli sguardi e i sospiri per una ragazza che speravo potesse..., i giochi da bambino sui treni deserti per il Friuli e le lasagne alla stazione di Bologna, le speranze dei viaggi a Milano e la paura di perdere la coincidenza a Mestre, il ponte che portava a Venezia e il fuoco acceso sulla sommita' della raffineria di Falconara, il "tu tun" incessante degli scambi e la musica del mangianastri sparata a palla sulle orecchie, il treno che riparte da una stazione dopo un lungo viaggio e la rabbia per non poterci risalir sopra...  
"tu tun, tu tun..."
Storie di speranze, stazioni, treni non presi e di ragazze... magari un giorno ve le racconterò! 

Non sara' un vento stronzo da nord a imperdirmi di realizzare i miei sogni, non posso andare a Colonnella, pazienza, vorra' dire che andrò altrove! Villa Rosa ed Alba Adriatica sono ai miei piedi e dormono sornione ricoperte da una candido manto di ovatta gelata, devo solo scovare i posti che vorrei vedere, che mi emozionino, che mi diano la linfa vitale per andare avanti! 

Alcuni pedalò giacciono sulla spiaggia semiricoperti dalla spiaggia e dalla neve: è un'immagine desolante eppure è il simbolo di questo volo! La desolazione unita alla magia della neve!

Il mare d'inverno
Ad Alba Adritica la neve fa la sua comparsa sulla spiaggia fino a lambire il bagnasciuga. Dall'alto questo manto bianco sembra un tappeto ben tessuto che conduce verso sud, fino a Giulianova poi ancora più a sud fino all'infinito. Incredulo di fronte alla magia di questo spettacolo, decido di toccare con mano, anzi no, con piede, questo luogo; viro verso nord, perdo lentamente quota ed allungo il piede fino ad accarezzare dolcemente neve e sabbia: il tocco mi da una scarica di adrenalina che mi fa perdere il controllo del mezzo e che mi fa dimenticare per un secondo il freddo pungente che mi sta bloccando la circolazione del sangue.
Un campo da beach volley se ne sta li, solo ed abbandonato a se stesso, in attesa che torni la bella stagione e che torni ad essere un punto di aggregazione per tanti ragazzi: è l'ennesimo simbolo del "mare d'inverno"!

Solo ed abbandonato
Il freddo alle mani si fa sentire e decido di tornare a terra per riscaldarmi un po'. Il mare è ancora arrabbiato e scarica tutta la sua ira sulla costa e su alcuni poveri e modesti scogli. Sono assorto nell'osservazione di quello che rimane di queste barriere quando da una di queste scovo alcune foglie fossili, provenienti da chissa' quale epoca e luogo...

foglie fossili
Il vento è ancora sostenuto e le mani ancora intorpidite ma capisco che è ora di tornare in aria prima dell'arrivo di una nuova perturbazione. Decollo alla buona, come sempre, e mi dirigo verso nord verso la zona marchigiana della costa. Qui di neve ce n'è poca, quasi per niente e lo spettacolo che mi si para di fronte non è nulla di eccezionale, quello che salta subito ai miei occhi è una strano scarico sul fiume Tronto... 

la foce del fiume Tronto
La riserva della Sentina mi regala qualche scorcio niente male, mentre il lungomare non riesce a suscitare in me particolari emozioni. Putroppo la neve si è sciolta in fretta ed io sono arrivato tardi!

Sentina
Il freddo alle mani inizia a farsi sentire, vorrei scendere di nuovo ma opto per una ritirata a casa, con una piccola deviazione allo stadio. Cerco in tutti i modi di riscaldare la mano destra che poi è quella con cui accelero ma con risultati molto deludenti. Sorvolo lo stadio di San Benedetto e preso dall'entusiasmo provo a salire verso Acquaviva Picena ma c'è turbolenza e devo fare dietrofront. Determinato a non tornare a casa punto verso la A14, trovo un varco privo di case tra la ferrovia e la sopraelevata poi viro verso destra sorvolando il centro commerciale di Porto d'Ascoli. La vallata del Piceno è ai miei piedi, mentre Colonnella e Monteprandone fanno bella mostra di sè su delle dolci colline.

La vallata del Piceno
Un prurito mi assale, è quel genere di prurito che mi porta a raggiungere posti impossibili, ma non oggi, oggi il freddo pungente ha la meglio e devo far rotta verso casa.
Raggiungo il fiume Tronto all'altezza del ponte della A14 godendomi gli ultimi sprazzi di sole e di neve che qui ricopre ogni cosa. Sotto di me la vita scorre al calore dei camini e dei riscaldamenti, mentre quassù... la vita scorre molto più lenta ed intorpidita. Mollo il gas e plano dolcemente fino al mare sorvolando il confine tra Marche ed Abruzzo.

terra di confine
La perturbazione è gia' arrivata e inizia a farsi sentire con tutta la sua forza: ho giusto il tempo per posarmi dolcemente a terra e scappare a casa con le mani ormai prive di sensibilita' per via del freddo.

Non amo gli eroismi, ma oggi era importante esserci e mostrare queste zone con la neve.

Alcune foto della giornata

lungomare di Martinsicuro

vigne
villa
Foce del Vibrata

Lungomare di Alba Adriatica

particolare

Uliveti
foce del Vibrata
Mareggiata
foce del Tronto

Monteprandone

lungomare di Porto d'Ascoli

Acquaviva Picena
SBT
Stadio Riviera delle Palme
Ragnola
Pista da sci improvvisata

Colonnella

Monteprandone

Porto d'Ascoli
A14
SS 16

Martinsicuro
Lungomare di Martinsicuro

Martinsicuro con la neve

Colonnella sullo sfondo
 
vallata del Tronto vista verso est
 
Ciao

Mané

1 commenti:

Sandro Solinas ha detto...

Buongiorno,
mi chiamo Sandro Solinas e sono l'autore del libro Stadi d'Italia, una vasta opera sulla storia dei campi di calcio del nostro paese, pubblicata nel 2008. Per la nuova edizione dell’opera mi piacerebbe utilizzare una foto aerea dello stadio San Benedetto che ho visto sul suo interessante sito web. L'immagine è sua? Può essere utilizzata per la pubblicazione dietro debita citazione della fonte?
Grazie, a presto
Sandro


Dott. Sandro Solinas

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