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Poggio Bustone e dintorni

lunedì 31 dicembre 2012

Siete pronti per una nuova avventura? Indossate guanti e giacca pesante, oggi farà molto freddo lassù!

pronti per una nuova avventure?


Dove siamo? Siamo in un posto bellissimo, siamo a pochi passi dalla riserva naturale dei laghi Lungo e Ripasottile sotto Poggio Bustone in provincia di Rieti.

E' una vita che volevo tornare qui a volare in paramotore e non potevo scegliere giornata migliore, speriamo solo che tutta questa luce non generi fastidiose termiche.

Sapete, a Poggio Bustone sono legati alcuni dei miei ricordi più belli di volatore: è qui che ho fatto il mio primo volo in parapendio, sempre qui ho fatto dei bellissimi voli in libero da allievo e sempre qui è iniziata la mia avventura da paramotorista; oggi la speranza è quella di aggiungere un altro volo da mettere nella bacheca dei ricordi, insieme a qualche bella foto: proviamoci!

Vedete la manica a vento? E' vertivale, e non c'è un vento prevalente... dai andiamo che le chiacchiere non sono mai servite a nulla. Mi raccomando quando dico "VIA" correte più che potete ok? Si dico a voi a che state leggendo questo racconto, mi raccomando non vi fermate o ci facciamo male!

VIA!

DAI DAI NON VI FERMATE!

Eccoci finalmente per aria, controlliamo che sia tutto ok poi decidiamo cosa fare, ok il motore gira bene e la vela sale agilmente, ora possiamo finalmente rilassarci un secondo. Visto che panorama?

Poggio Bustone e dintorni


C'è poco da dire, la pianura reatina è davvero bella e poi questa luce esalta ancora di più i colori. Osservate là in basso, quelle sono le sorgenti di S. Susanna, una bellissima risorgiva che viene dal Terminillo: che ve ne pare?

Sorgeti di S. Susanna

E' tempo di decidere il da farsi, se rimanere a pascolare nei dintorni o... tanto lo sapete che che ho già deciso la meta, per cui tenetevi forte, temo ci sarà da ballare!  Ma come, non avete ancora capito dove voglio portarvi? Tanto peggio per voi vi toccherà leggere fino in fondo :-P

Sapete, ci sono vari modi per prendere quota: c'è chi punta dritto la meta e da gas, io invece preferisco fare dei giri in tondo e una volta raggiunta la quota richiesta puntare la meta: in questo modo posso osservare l'ambiente che mi circonda con la dovuta calma e ammirare il modo che si schiude sotto miei piedi.

Lo vedete quello là in fondo: è il lago di Piediluco! Il paese è davvero bello, non trovate?Guardate la torre che lo sovrasta, osservatela bene, nonostante sia mezza diroccata si staglia ancora fiera e maestosa!

Piediluco

Mi spiace non poterci passare sopra, ma preferisco passare dall'altra sponda del lago, è più sicuro e ci sono più campi atterabili in caso di emergenza.

E qui sotto cosa c'è? Cavolo la voglio pure io una villa in riva al lago!



Devo prendere quota per superare questa collina: tenetevi si ballerà un pò! Che ci volete fare, io sono un volatore della domenica, con la termica ci faccio ancora a cazzotti, non posso farci nulla!

Vedete il canale lì in basso? E' quello che alimenta la cascata delle Marmore, noi siamo diretti lì!

Le Marmore sullo sfondo

Dio quant'è bello questo posto ma al tempo stesso mi fa paura, mi fa paura l'idea di sorvolare la cascata delle Marmore e mi fa paura il fatto di esser qui da solo... sto fadendo dei respiri profondi per scaricare la tensione ma non è facile, cerco di mettere a frutto l'esperianza di quasi dieci anni di volo per tenere a bada la vela e per non fare errori ma la tensione rimane, forse se fossi venuto qui con qualche altro volatore mi sarei sentito più sicuro ma oggi non c'era nessuno disposto a seguirmi. Fa niente, quello che conta è essere qui e non fare errori!

Eccoci, questa è la cascata delle Marmore, cavolo se da terra fa paura dall'alto... è ancora peggio, ma.... cavolo non funziona!

La cascata delle Marmore... spenta :-(

NOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!

SICH SOB ARISICH SOB :-((((((((((((((((((

Vabbè, è un motivo in più per tornarci! Fan.... però come rosico!

Dai ci rifaremo promesso, ora dobbiamo ripartire: ci sono tanti altri panorami che ci aspettano, non lasciamoceli scappare!

Per tornare indietro ho deciso di seguire un'altra rotta, voglio ripercorre il canale seguendo la strada provinciale 3 per raggiungere la piana reatina e una volta lì si vedrà, che ne pensate? E' un modo per vedere posti nuovi!

Ho sempre visto questo questi luoghi in moto adesso mi fa strano vederli in volo. E' un sogno che si avvera, va là che anche questa volta ce l'ho fatta! Io parlo parlo parlo ma voi non dovete distrarvi, guardate in basso a sinistra, se osservate bene vedrete Piediluco e la sua collina che si specchiano nelle gelide acque del lago: non è magnifico? Questo scorcio da solo merita il volo!

Piediluco si riflette sul lago


Sapete cosa manca a questo volo? Non siate scontati, lo so che ci manca qualche bella ragazza, ma stavolta mi riferisco a qualcosa di altrettanto bello: una canzone! Si dai, ogni viaggio che si rispetti ha una canzone di sottofondo, quella da cantarti mentre sei in viaggio o ti siedi ad ammirare il tramonto. "Si viaggiare" di Battisti è forse la più scontata visto che ci troviamo a Poggio Bustone, ma a me le cose scontate non piacciano per cui stavo pensando a Bennato (lo so che a Rieti non c'azzecca nulla) in particolare pensavo a "L'isola che non c'è".

Vi piace? E' il giusto sottofondo per questo volo! 

Torniamo a noi, accidenti a me e alle mie deviazioni, com'era prevedibile all'uscita della gola si balla, non resta che continuare ad avanzare verso Rieti poi dovrebbe migliorare! Però che bella la piana vista da qui? Km e km di prati, campi arati, laghi, querce, pioppi sovrastati dal maestoso Terminillo. Di fronte alla vastità di questa pianura mi sento sempre più piccolo, piccino piccino, ma sono contento di esserci, sono contento di non essermi arreso e di aver affrontato la vita... :-)

pianura reatina


Ragazzi che si fa? A me la spalla fa un pò male e ho le mani gelate, onestamente punterei l'atterraggio o un buon porchettaro: voi che ne pensate?  Guardate che a Poggio Bustone la porchetta la fanno veramente buona, ok ok non spingete, ho capito perfettamente: volo vs porchetta 0 - 2, si va a terra!

Prima però lasciatemi giocare in questo angolo di paradiso, lasciatemi giocare tra i pioppi


o sorvolare a bassa quota questo canale verde smeraldo

Guardate che acqua!
o librarmi libero in cielo aspettando il tramonto per poter dire al sole:"Anche oggi sono stato un vero gentlemen con te e ti ho lasciato lasciato andare a terra per primo!"

"Anche oggi sono stato un vero gentlemen con te e ti ho lasciato lasciato andare a terra prima di me!"


Ciao sole, grazie per avermi regalato questa bellissima giornata!

E grazie a voi per avermi accompagnato in questa avventura, spero che il volo sia stato di vostro gradimento.

Ciao

Mané








Profumo di volo

domenica 30 settembre 2012



E’ una notte buia come poche quando mi metto in marcia diretto verso nord, verso un sogno che non so se mai si avvererà. 

Ho paura del buio, è una paura ancestrale, una paura che mi porto dietro dai primi anni della mia vita e che non mi ha mai abbandonato, ma poco può questa paura contro la voglia di avverare un sogno. Arriva l’alba, il buio lascia spazio ad un timido sole dapprima e poi ad uno strato di labile nebbia. Lascio l’autostrada e vago solitario attraverso la bassa padana:” ma che sono ci son venuto a fare qui? Possibile che in questa landa desolata della pianura padana possa esserci qualcosa che ha a che fare con un mio sogno? Ci credo poco!” Continuo a vagare solitario attraverso prati intorpiditi e casolari diroccati, attraverso alcuni paesi seguendo una sottile linea bianca disegnata su una logora cartina poi finalmente i primi cartelli, una zona militare, una sottile linea asfaltata che sembra congiungersi con l’infinito dei cieli e poi cancello sorvegliato da soldati con una scritta:”Cinquantesimo Stormo”. Sono arrivato!

dettaglio di uno dei tornado

C’è un anonimo muro con sopra un filo spinato, poche persone che confabulano tra di loro e un bus semi abbandonato in questo angolo sperduto della bassa padana:”possibile che sia qui quello che cerco? Non credo, ma ormai che sono qui tanto vale aspettare per vedere cosa succede…” Arriva un omone grosso, si fa chiamare Steve, è il mio contatto per questa nuova avventura: il tempo di una fugace presentazione e salgo sul bus.

Il cancello si apre, pochi passi e il bus si ferma, mi guardo intorno, di aerei nemmeno l’ombra, in più non vedo hangar o grosse installazioni:”Come siamo già arrivati? Questa uscita continua a sapermi di fregatura…” Già, ma dove sono e cosa ci sto a fare? Sono al Cinquantesimo stormo caccia di S. Damiano, provincia di Piacenza e sono qui grazie a Steve e al gruppo de ”www.ilvolo.it” per visitare la base e carpire alcuni segreti.

Mentre il comandante ci da il benvenuto e ci fa visionare un video di presentazione, succede qualcosa, un rombo assordante inizia a sovrastare la voce del narratore distogliendo la mia attenzione, poco possono le immagini dei Tornato in guerra contro il rombo delle due turbine, la voce rombante di questa bellissima macchina travolge i nostri pensieri distogliendo la nostra attenzione dal video: è il segnale che stavo aspettando, finalmente potrò vedere dei Tornado volare! Usciamo ancora inebriati dal rumore dei motori e ci dirigiamo verso alcuni hangar dove un bellissimo Tornado è in attesa di ricevere le meritate cure di uno specialista. Ci avviciniamo lentamente, l’emozione è tanta! Siamo imbambolati come dei ragazzi al primo appuntamento, c’è chi scatta foto, chi gira freneticamente intorno alla macchina osservandola nei minimi dettagli, chi incredulo cerca di capacitarsi di quello che sta vedendo. 

il mitico tornado
Ma c’è qualcosa di strano nell’aria, qualcosa che non si vede ma che ti entra nell’anima trafiggendola come una spada, qualcosa di subdolo ed estremamente pericoloso che si insinua dentro come un virus invisibile e letale: è un odore, anzi no un profumo! E’ un misto di kerosene e olio bruciato: è il profumo del volo e di un sogno che si sta avverando!

Respiro a pieni polmoni, ormai la contaminazione è avvenuta, respiro a pieni polmoni cercando di captane fino in fondo ogni singola essenza e trattenerla il più possibile dentro di me, respiro respiro e in breve sono ubriaco, ubriaco di volo! Vago intorno al velivolo come uno zombie, provo a fare qualche domanda intelligente allo specialista ma non mi riesce, sono li ma non sono li, si ma allora dove sono? 

dettagli

dettagli
dettagli
Passo alcuni minuti a scrutare minuziosamente la macchina cercando di capirne il funzionamento, finché non arriva il mio turno per vedere il posto di guida; mentre salgo lentamente la scala vedo me stesso salire velocemente sul Tornado: indosso una tuta di volo anti G e un casco con una pantera con su scritto “Mané”.

Mi siedo al posto di guida, parlo con lo specialista che mi conferma che la macchina è ok, accendo i motori: il cuore inizia a battere freneticamente mentre uno sguardo ebete mi si stampa in faccia. Faccio gli ultimi controlli, abbasso la cappotta e mi preparo a rullaggio:”Torre di controllo a Mané, autorizzato al decollo – Ricevuto!” Afferro la cloche, do manetta a tutta e in pochi secondi vengo catapultato in aria mentre con insistenza qualcuno continua a richiamare la mia attenzione da dietro: mi volto e mi ritrovo vicino ad un Tornado fermo a terra mentre un pilota continua a spiegarmi il funzionamento di questa bellissima macchina.

top gun?

“Cos’altro vuoi sapere?” - Mi chiede - Con la faccia di un ragazzo distratto quando viene beccato da un professore rispondo:”Ehmmm chi io? No, non saprei, scusa voglio solo afferrare la cloche per qualche secondo e…” Vrrrrrrooommm il mio viaggio immaginario continua sui cieli della Puglia, poi sopra il mar Mediterraneo poi ancora più a sud, sorvolando le dolci e maestose dune del Sahara…
“Va bene cosi, grazie: per questa volta ho volato abbastanza!” Non glielo dico, ma forse lui l’ha capito, ha capito che in quei pochi secondi ho spiccato il volo, forse non saprà su quali cieli ho volato ma di sicuro ha capito.... che ho volato!

Torno a terra o almeno ci provo, anche se la mia testa è ancora là: tra cieli e nuvole e deserti! Eh già, il profumo dei sogni ha effetti allucinogeni sui soggetti deboli! E’ che non c’ero preparato, non ero preparato a vivere un sogno bambino e quando mi ci son trovato la mia testa ha iniziato ad elaborare le fantasie più recondite facendomi vivere una sorta di allucinazione, che ci posso fare?

pasaggio basso
Un Tornado si appresta a tornare a terra seguito da lontano da una schiera di teleobiettivi spaziali da far invidia alla NASA. Con la promessa di vedere un decollo nel primo pomeriggio ci fiondiamo a mensa, ma quando avvertiamo il primo rombo tutti si scordano della fame ed iniziano a bramare di vedere questi bestioni decollare… Una scarsamente misurata passeggiata verso il bar e siamo a pochi metri da questi bestioni: il cuore torna a battere freneticamente!

Siamo li, teleobiettivo in mano, pronti ad fare i raggi “x” a queste bellissime macchine, a discutere del tipo di equipaggiamento installato piuttosto che della potenza delle turbine, siamo li a fare una cosa che non abbiamo mai smesso di fare da quando eravamo bambini: siamo li a sognare!

Qualche teleobiettivo
I tornado ci passano davanti salutandoci prima di recarsi sulla pista, alcuni secondi e il rombo assordante dei motori e dei postbruciatori ci scuotono l’anima facendoci vivere un turbinio di emozioni indescrivibile! “Ciao ragazzi, non finirò mai di ringraziarvi abbastanza per avermi fatto vivere un sogno…”

Grazie!

Dedicato a tutti i piloti, tecnici, ingegneri, personale di tutti i livelli, che ogni giorno dedicano anima e corpo per il prestigio e la sicurezza della nostra nazione.

Mané










Quando il gioco si fa... Paramotore

domenica 17 giugno 2012


Il Gran Sasso sullo sfondo

"Quando sei piccolo il tuo mondo è la culla, inizi a gattonare e ti accorgi che non ti basta più e parti alla scoperta di un nuovo mondo chiamato casa, inizi a camminare e ti accorgi che la casa è troppo piccola per te e parti alla scoperta del quartiere, della città, del mondo, inizi a volare e ti acccorgi che la terra è troppo piccola per te, nasci zingaro e capisci che ci sarà sempre una nuova meta da raggiungere, un nuova montagna da scalare, una nuova avventura da vivere!"

Venerdi 15 giugno estremo lembo sud delle Marche. Ubaldo è già lì e freme dalla voglia di spiccare il volo: lo di solito saluta e scambia sempre due chiacchiere ma stavolta no, mi saluta distratto preso dalla preparazione della vela, tre minuti e prima che io finisca di scaricare il paramotore è già in volo. Non ha mai brillato nel decollare fronte vento in paramotore ma questa volta stacca i piedi ancora prima di arrivare a fine della piccola sterrata utilizzata come decollo: cosa non fa la droga del volo!

Io sono molto indietro e in più, quando ho fretta me ne succedono di tutti i colori!
Dopo quindici minuti abbondanti sono pronto per decollare, con il cuore a mille, il respiro affannoso, e la rabbia nel corpo per non esser decollato prima. Corro, per di più in discesa, corro ancora sul tratto pianeggiante, corro corro... ma non riesco a staccare i piedi da terra!

"Che succede? Ho corso per oltre cento mentri ma la vela non si è minimamente sollevata da terra!"

il decollo di S. Giacomo

Con la testa brulicante di bubbi, il casco intriso di sudore, i polmoni messi alla frusta, mi metto in cerca di un nuovo decollo metre Ubaldo è sparito in qualche landa desolata. Ho paura che gli possa essere successo qualcosa e per questo, nonostante la fatica, riapro subito la vela e mi prepararo a ridecollare.

Sono sfinito, il mancato decollo mi ha provato, ma ho un brutto presentimento, per fortuna prima di decollare Uba appare alle mie spalle e posso decollare serenamente. Corro, corro a perdifiato per metri e metri, in disecesa, non credo di aver mai corso cosi nella mia vita! Corro e sono finalemente in aria, lassù, tra abeti e rocce, tra Marche ed Abruzzo, lassù dove tutto sembra possibile, lassù dove anche il Conero sembra vicino casa, lassù dove d'inverno facciamo il pelo alle piante sotto lo sgurdo commiserato degli sciatori che ci reputano dei PAZZI!

Siamo dei pazzi, non lo sapete? PAAAAAAAZZI!!!!!!!!!!!!!!
Ma la nostra pazzia non consta nel praticare (si dice cosi, no?) uno sport estremo, la nostra pazzia è nell'inseguire i nostri obiettivi in un'epoca dominate dal pensiero e dall'agire comune! Questa società non tollera i cani sciolti e per questo la massa ci vede male, ma a noi (ma non ditelo alla mamma mi raccomando), non ce ne pò fregar de meno e continuiamo a inseguire obiettivi man a mano più ambiziosi e perchè no, divertenti.

Volare ai confini del parco è una cosa che ho sempre sognato, poter osservare queste meravigliose montagne con la giusta calma e senza l'assillo del variometro che ti ricorda che per atterrare ad Ascoli non puoi perdere tempo su a S. Giacomo, pena il rischio di finire a piante!

I nostri paramotori lentamente si fanno strada nell'aria rarefatta di S. Giacomo, sento il mio Sky100 urlare, nonostante le 300 ore di volo è sempre pronoto a lottare e a questa quota, bisogna vender cara la pelle. Un Ubaldo in gran spolvero sale velocemente per poi sparire verso nord ovest, verso il sole che lentamente si sta calando dietro i monti Sibillini. Per un attimo ho pensato che il cielo non gli bastasse ed avesse deciso di andare a scoprire il sole e il problema è che l'ho pensato seriamente. E' stata una scena stupenda, vedermi passare Uba sopra la testa e dirigersi verso nord per poi scomparire nell'arancione intenso del sole:

Uba scomparso nell'arancione intenso del sole


"Ce l'ha fatta, - ho pensato - ha superato i confini del cielo ed ha raggiunto quel sole che l'ha accompagnato in mille voli sopra Castelluccio", avessi avuto la radio gli avrei urlato:"VAIIIIIIIII, NON TI FERMARE, VOLA PIU' IN ALTO DEI TUOI SOGNI!".

Pochi secondi ed Uba riappare magicamente sopra Rosara, mentre io sono ancora calamitato dalla fierezza degli alberi proprio sopra S. Marco

S. Marco
Provo a raggioungere il mio amico sorvolando l'antico borgo di Castel Trosino che se la dorme sornione in una vallata stretta...

Castel Trosino... se lo vedete siete bravi!
 ...ma come dicevo prima, è in giornata e non c'è verso di stargli dietro. Lo osservo puntare deciso il Gran Sasso d'Italia, afferro la Canon e questo è il risultato

wild spirit
 
Il sole al tramonto inizia a tingere le rocce della Montagna dei Fiori di rosa nel momento in cui entrambe le batterie della mia canon alzano bandiera bianca. A fatica riesco a strappare qualche scatto

tramonto sulla Montagna di Fiori

giudicate voi!

Inizio a disegnare dei larghissimi cerchi in aria, di solito questo momento segna la fine del volo e l'inizio del relax, del godimento, del lasciarsi cullare dal vento in attesa di tornare con i piedi per terra. Il sole mi manda il suo ultimo raggio di sole prima di calarsi dietro i Sibillini, mentre lentamente Uba si avvicina a me: passiamo alcuni secondi in aria, affiancati, sbracciandoci come due motociclisti all'arrivo della Dakar, come due amici che hanno condiviso un sogno! Uba va in vite e se ne torna velocemente a terra mentre io mollo il gas e mi godo alcuni attimi di silenzio per pensare a questa giornata e per ammirare... questo mondo che non finisce mai di stupirmi.

Ciao

Mané 

Dedicato ad Enrico e alla Sky Engine

S. Giacomo

la Montagna dei Fiori

S. Marco

il lago di Talvacchia
S. Vito
panorama
panorama






Martinsicuro - Martinsicuro

sabato 25 febbraio 2012



Il volo che non ti aspetti è li, servito in una fredda giornata di febbraio, di quelle giornate da passare al caldo vicino al camino con la ragazza. Ma la malattia del volo a volte ti fa perdere il lume della ragione e ti porta a fare... qualche cazzata!

Ma si, che cazzata sia, fino all'ultimo respiro, fino all'ultima goccia mi miscela, fino all'ultimo soffio di vento!
In fondo c'ho preso gusto a seguire il mio istinto e ormai la nomea di "pazzo del villaggio" me la son beccata, per cui tanto vale proseguire per la mia strada!

15 litri di miscela: ci sono volatori che ci volano per un mese, io si e no una giornata. All'inizio sono tentato di caricarne solo 6 ma poi opto per i canonici 10 litri (non si sa mai!). Fa freddo, il cielo si sta comprendo e, cosa peggiore, c'è una perturbazione in arrivo: l'idea è di fare un voletto breve fino a Villa Rosa ma il mio istinto mi dice di partire con tanta benzina...

Decollo in maniera inecepibile e mi fiondo verso S. Benedetto rincorrendo per alcuni secondi, alcuni gabbiani che dormono al margine della Sentina. Arrivo al porto dopo dieci minuti di volo ma è presto, troppo presto per pensare di aspettare in volo, l'arrivo dei carri; e allora che si fa, ma soprattutto dove si va? Pedaso? No, troppo noioso! giulianova? No, troppo noioso anche questo. Allora dove si va? Monteprandone, se non si balla non è male...

Monteprandone
Viro verso ovest, sorvolo lo stadio delle Palme e mi avvicino con moltissima cautela alle colline pronto a fare dietrofront in caso di turbolenza molesta! La vela si muove repentinamente nei pressi della SS16, trattengo il respiro per alcuni interminabili secondi con il mio cuore che inizia a pulsare freneticamente, ma come accarezzare le colline torna ad avanzare sicura, senza nessuno scossone, senza incertezze!

Monteprandone con il suo antico borgo, si staglia alto sulle dolci colline picene ricoperte di un labile strato di soffice neve, mentre qua' e la' sprazzi di campi arati riemergono del gelido ghiaccio. Antichi camini sparano in cielo del caldo fumo bianco mentre intorno solo alcuni sparuti automobilisti hanno osato abbandonare il tepore casalingo per andare per centri commerciali... Sorvolo la casa di Peppe, un volatore di vecchia data, uno che ne potrebbe raccontare di cotte e di crude sul volo ma non oggi, oggi anche lui è rintanato nella sua casetta al caldo o forse è a fare il matto su qualche pista da sci...

Monteprandone è ormai alle mie spalle mentre la vallata del tronto, come un red carpet (te piace eh? ho scritto red carpet mica tappeto rosso? sò fregno vero?mavaff  ;-)  ), si è srotolata al mio arrivo: devo decidere il da farsi! Ascoli è un gran bell'obiettivo però è lontano e poi c'è la perturbazione in arrivo... ma si VAFFANCULO, proviamoci! Proviamoci accidenti, non voglio passare la vita a rimpiangere le cose che avrei poture fare e che non ho fatto!



Salgo a quota 400 metri e viro verso verso destra, verso Ascoli, verso quella citta' da cui sono partito per andare a scoprire il mondo! la mia vela scende dolce fino alla Salaria e poi gira deciso verso ovest lambendo i comuni di Monsampolo, Spinetoli, Castel di Lama fino ad arrivare ad Ascoli, la citta' delle cento torri! La vallata è ricoperta da uno spesso strato di neve che annulla i colori tipici di questa vallata e la fa apparire arida, sterile e triste, come la steppa siberiana: è la magia della neve che trasforma ogni cosa.  

Tutta questa desolazione mi mette un po paura, ma poi mi fa sorridere di gusto; sorridere perchè, per l'ennesima volta sono solo nonostante i tanti amici ma è sempre stato cosi, sono sempre stato solo nei momenti importanti e difficili della mia vita! "dai Manè, ce la farai anche questa volta e te ne tornerai a casa con quel sorriso beffardo di chi non si è mai arreso alla vita!"

Monticelli

Arrivo a Monticelli, immediata periferia di Ascoli; per un attimo sono tentato di scendere ma poi mi accorgo che nel serbatoio ci sono ancora sei litri di miscela: quasi quasi provo a tornare a casa!
Ma si proviamoci di nuovo, tanto oggi non potrei stare in nessun altro posto che non si stare aria!

Disegno dei larghi cerchi in aria, vorrei andarmene fino ad Acquasanta dai miei ma non me la sento di rischiare e me ne torno verso casa lambendo il lato sud della vallata del Tronto. Osservo la superstrada Ascoli-Mare e penso ai tanti automobilisti che mi stanno ossservando, per un attimo salgo con loro e mi godo il caldo ma soprattutto la musica, quella si che mi manca quassù! Mi manca Vasco e gli Stadio, gli U2 e i Pink Floyd, i Litfiba degli esordi e le canzoni di Bennato, mi mancano le cuffie e i mangianastri, la musica a palla e i sogni ad occhi aperti, mi manca... pensare che la musica possa cambiare il mondo! Ma va bene cosi, intanto continuo a volare e ad ascoltare Vasco mentre scrivo!

la vallata del tronto

Il fiume Tronto scende sornione a valle, ormai il suo greto è ridotto ad un canale e le golene che ne caratterizzavano il corso sono solo un ricordo sbiadito, più in alto i borghi del teramano sembrano osservare silenzione le mosse del nemico storico: lo stato Papalino! Colonnella, fiera e maestosa come sempre, sorveglia l'ingresso sud della vallata del Tronto mentre più a valle, Martinsicuro sta combattendo la sua guerra personale contro l'erosione delle coste.

Colonnella


Nei pressi della SS16, dopo due ore mollo finalemente il gas e mi lascio scivolare silenziosamente verso il mare. Torno verso casa e Marty affacciata al balcone e penso bene di scriverle un messaggio:"...io sono ancora qua', eh... gia', eh... gia'"  

Una lacrima mi scende dal viso e si disperde nel cielo

Ciao

Mané

le foto sono qui: https://picasaweb.google.com/109494104851010723245/ParamotoreMartinsicuro190212?authkey=Gv1sRgCP23nqWrmavjLw