Giornata da lupi

martedì 20 aprile 2004

Domenica 21/10/2007
Giornata da lupi sull’Appennino… neve pioggia ed un vento che spazzava incessantemente.
Quale migliore occasione per starsene dentro casa, o per farsi un giro per le viuzze de L’Aquila dove mi trovavo momentaneamente… non fa per me! Uno sguardo alla cartina alla ricerca di qualche tornante (anche se da fare in macchina), di qualche paesaggio… Dunque dal L’aquila… Campo Imperatore.. no già visto, Campotosto.. come prima…. Antrodoco… naaa voglio di più… Rocca di Mezzo… subito affiorano dei bellissimi ricordi di un giro fatto alcuni anni fa in moto;
Si è quello che cerco! :-)))))))))
Si inizia subito con una lunga serie di curve veloci, la strada larga e l’asfalto perfetto permettono una buona andatura… Non si può dire altrettanto del paesaggio, che al contrario invoglia a prendersela comoda e calamita lo sguardo con una stupenda vista sul Gran Sasso appena innevato
:-)))) La strada si restringe nella parte finale, ma il piacere di guida non cambia.
Ai 1380m del valico la neve è a bordo strada. Si inizia a scendere verso l’altopiano di Rocca di Mezzo; Istintivamente viene da paragonare questa piana a quella di Castelluccio, ma sono due paesaggi completamente diversi. Attraversiamo la piana percorrendo un luuungo rettilineo, fino a raggiungere Rocca di Mezzo; Questo paese mi ricorda molto alcuni paesini visti sulle alpi e non ha niente a che vedere con gli altri dell’Abruzzo: molto più curato e bello; si vede proprio che è una località sciistica.
Proseguiamo oltre, ci sarebbe un bellissimo sterratino da fare ma con la 206 non è proprio il caso :-(((((((( altro rettilineo e iniziamo a scendere verso Celano. Rincominciano i tornanti, la strada si snoda dentro una pineta, e in poco tempo ci porta fino alla piana del Fucino.
Giriamo a sx e subito ci appare l’imponente castello di Celano; Meriterebbe una visita, ma il tempo è tiranno cosi seppur a malincuore, decidiamo di non fermarci. Dirigiamo verso il passo del
Da subito il paesaggio si fa brullo e desolato, le uniche tracce di civiltà sono dei grandissimi mulini a vento: in trenta km incontriamo solo 4 macchine. In compenso la strada è tenuta bene, mai buche o brecciolino, invogliano ad una guida sportiva.
Al tempo stesso la desolazione di questo posto ci affascina, ci sembra di essere nel far west :-))))
Superiamo il valico, il paesaggio cambia nuovamente, ritroviamo dei boschi di querce, ma continuiamo a non incontrare anima viva. Raggiungiamo il fondovalle dopo l’ennesima scorpacciata di curve e tornanti, finalmente attraversiamo qualche paese. Dopo poco troviamo un bivio, giriamo a dx verso Popoli. Ci infiliamo nelle gole di S. Venanzio, belle e suggestive.
Raggiungiamo Popoli dove vorremmo fermarci ma diluvia; ripartiamo subito verso L’Aquila, percorrendo una strada tutte curve dove un’ora prima si erano sfidate delle macchine in una gara di slalom. Ci provo anch’io, giusto per far vedere a Marty in che cosa consiste quel tipo di competizione… Vabbé lasciamo perdere, avessi avuto veramente i birilli avrei fatto strike almeno 6 volte :-((((
In breve tempo siamo in cima alla montagna, i boschi purtroppo sono andati distrutti durante un incendio :-(((( vabbè….

Un lungo rettilineo ci riporta a L’Aquila dopo 3 ore 150km percorsi 1000 curve e tanti luoghi incantati attraversati. Avremmo voluto fare una deviazione verso la maestosa rocca di Calascio (50km in tutto) ma era troppo tardi.

Che dire: è autunno ma si sente già odor di Primavera….

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